Roma, 3 aprile 2026 – Il Tribunale di Roma ha riconosciuto come illegittimi i rincari unilaterali degli abbonamenti Netflix applicati dal 2017 a gennaio 2024, accogliendo l’azione legale promossa dall’associazione Movimento Consumatori. La sentenza dichiara nulle le clausole contrattuali che permettevano a Netflix di modificare i prezzi senza fornire un giustificato motivo, in violazione del Codice del Consumo italiano.
La sentenza del Tribunale di Roma: clausole vessatorie e restituzioni
Secondo quanto comunicato da Movimento Consumatori, le clausole che consentivano a Netflix di aumentare unilateralmente i prezzi degli abbonamenti sono state giudicate vessatorie e quindi nulle. Questo riguarda gli aumenti di prezzo applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e novembre 2024, fatta eccezione per i contratti stipulati dopo gennaio 2024. La decisione impone a Netflix di ridurre i prezzi attuali degli abbonamenti in misura pari agli aumenti illegittimi.
I legali che hanno assistito l’associazione, Paolo Fiorio e Corrado Pinna, sottolineano che la sentenza interessa milioni di consumatori: in Italia gli abbonati Netflix sono passati da 1,9 milioni nel 2019 a circa 5,4 milioni nell’ottobre 2025.
Per quanto riguarda le cifre, per il piano premium gli aumenti illegittimi complessivi ammontano a 8 euro al mese, mentre per il piano standard a 4 euro. Gli abbonati premium che hanno pagato senza interruzioni dal 2017 hanno diritto alla restituzione di circa 500 euro, mentre per gli utenti del piano standard la somma da recuperare si aggira intorno ai 250 euro. Anche il piano base ha subito un aumento illegittimo di 2 euro a ottobre 2024.
Netflix annuncia il ricorso contro la decisione
In risposta alla sentenza, un portavoce di Netflix Italia ha dichiarato: «Presenteremo ricorso contro la decisione. In Netflix i nostri abbonati vengono prima di tutto. Prendiamo molto sul serio i diritti dei consumatori e crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane». La società ha quindi annunciato l’intenzione di impugnare la pronuncia del tribunale.
Nel frattempo, Movimento Consumatori ha avvertito che, qualora Netflix non proceda immediatamente alla riduzione dei prezzi e al rimborso delle somme indebitamente percepite, sarà avviata una class action per tutelare gli utenti e ottenere la restituzione degli importi pagati.
L’azione legale e la sentenza rappresentano un importante precedente nel panorama dei diritti dei consumatori nel settore dello streaming digitale, sottolineando la necessità di trasparenza e correttezza nelle condizioni contrattuali delle piattaforme online.




