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Home Tecnologia

Dal pulpito a TikTok: ecco come il rapimento biblico (previsto per oggi) è diventato virale

Per chi vi crede, il rapimento rappresenta il momento in cui i cristiani verranno sollevati verso il cielo “per incontrare il Signore”

by Alessandro Bolzani
23 Settembre 2025
Il rapimento rappresentato in un'illustrazione di Jan Luyken tratta dalla Bibbia di Robert Bowyer del 1795

Illustrazione di Jan Luyken tratta dalla Bibbia di Robert Bowyer del 1795 | Immagine di pubblico dominio - Alanews.it

Negli ultimi giorni TikTok e altre piattaforme sono state invase da contenuti che annunciano l’imminente arrivo del “rapimento biblico (noto anche come rapimento della Chiesa”, un evento legato all’Apocalisse durante il quale i veri credenti sarebbero portati in cielo mentre i non credenti resterebbero sulla Terra ad affrontare catastrofi e sofferenze. Le date indicate da alcuni utenti, ispirati da un pastore sudafricano, coincidono con il 23 e 24 settembre, in concomitanza con la festività ebraica di Rosh Hashanah.

Cos’è il rapimento?

Il termine non compare nella Bibbia, ma è entrato nella teologia cristiana nell’Ottocento grazie al predicatore John Nelson Darby. Per chi vi crede, il rapimento rappresenta il momento in cui i cristiani autentici, vivi o morti, verranno sollevati verso il cielo “per incontrare il Signore”, mentre sulla Terra resteranno prove e tribolazioni. Non tutti i cristiani condividono questa interpretazione, che si è comunque radicata soprattutto negli ambienti evangelici e fondamentalisti statunitensi.

L’ondata social

Sotto l’hashtag “#RaptureTok” circolano video di vario genere: messaggi accorati che invitano alla conversione, testimonianze di sogni o visioni e persino consigli su come comportarsi “quando i cristiani spariranno”.

@ibelieveinmenetwork #rapture #raptureready ♬ Last Hope (Over Slowed + Reverb) – Steve Ralph

Alcuni utenti hanno pubblicato avvisi per amici e familiari da lasciare in caso di “scomparsa”, mentre altri raccontano di aver messo in vendita beni o case in vista della fine. Non mancano, però, reazioni ironiche o di scetticismo.

Un fenomeno non marginale negli Stati Uniti

Secondo un’indagine del Pew Research Center del 2022, quasi la metà dei cristiani americani (47%) ritiene che stiamo vivendo “gli ultimi tempi”. La convinzione di vivere alla vigilia dell’Apocalisse influenza anche le opinioni su problemi globali: ad esempio, chi crede nel rapimento tende a considerare il cambiamento climatico una minaccia meno urgente rispetto ad altri.

Le profezie sul rapimento

Le predizioni sul rapimento non sono nuove. Negli anni Settanta il libro “I cieli e la terra finiranno” di Hal Lindsey divenne un bestseller mondiale, collegando le profezie bibliche agli eventi in Medio Oriente. Più tardi, la serie di romanzi Left Behind (Gli esclusi) contribuì a diffondere l’idea che i non credenti sarebbero stati abbandonati sulla Terra. Anche il cinema ha affrontato il tema, come nel film con Nicolas Cage tratto proprio dalla saga.

La previsione di quest’anno

La nuova ondata di attesa è nata da un video su YouTube del pastore sudafricano Joshua Mhlakela, che tre mesi fa ha parlato di una visione legata al ritorno di Gesù (che coinciderebbe con il rapimento) durante Rosh Hashanah. Il video ha raccolto oltre mezzo milione di visualizzazioni, rafforzando il dibattito online. A spingere ulteriormente queste narrazioni hanno contribuito i conflitti in Medio Oriente, in particolare la guerra di Israele a Gaza, spesso interpretati in chiave apocalittica.

Conseguenze psicologiche

Gli esperti sottolineano come credenze di questo tipo possano avere un forte impatto emotivo. La psicoterapeuta australiana Josie McSkimming ha spiegato che, anche dopo aver lasciato comunità religiose fondamentaliste, molte persone restano turbate dal linguaggio apocalittico di familiari o amici. Alcuni vivono stati di ansia o ipervigilanza legati all’idea della fine del mondo. Non a caso, sui social circolano anche testimonianze di chi racconta il trauma di aver vissuto nella costante paura del rapimento.

E se il rapimento non avvenisse?

Come già avvenuto in passato, nel caso in cui la profezia non si realizzi, è probabile che emergano nuove date e interpretazioni per giustificare l’errore. Da Harold Camping, che negli anni Novanta e Duemila fissò più volte la data del rapimento senza successo, fino alle predizioni legate al 2012 o al millennio, la storia mostra come queste attese si rinnovino ciclicamente. Intanto, milioni di persone continuano a discutere online di quella che, per alcuni, potrebbe essere la giornata della fine del mondo.

Tags: Stati Uniti

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