Roma, 3 febbraio 2026 – Il CEO e co-fondatore di Cloudflare, Matthew Prince, ha espresso una dura critica nei confronti della recente sanzione comminata dall’Agcom all’azienda per un importo di 14,2 milioni di euro. La multa, inflitta a inizio gennaio per presunte violazioni delle norme sulla tutela del diritto d’autore online, riguarda la mancata rimozione o blocco degli indirizzi IP usati da pirati informatici. Prince ha definito la cifra “fuori scala” e ha minacciato l’uscita di Cloudflare dal mercato italiano se la sanzione non verrà ridimensionata.
Cloudflare, multa Agcom: “Cento volte oltre il massimo legale”
Secondo Prince, la sanzione supera di cento volte il limite previsto dalla legge, che consente multe fino al 2% dei ricavi generati in Italia, mentre Agcom ha calcolato l’importo sui ricavi globali del gruppo. “Se un’azienda viene multata più di quanto fattura nel Paese, è razionale che se ne vada“, ha sottolineato il CEO.
La possibile uscita di Cloudflare dall’Italia comporterebbe un danno per centinaia di migliaia di organizzazioni italiane, comprese pubbliche amministrazioni, ospedali e organizzazioni non profit, che usufruiscono gratuitamente dei servizi dell’azienda.
Servizi pro bono e Olimpiadi a rischio
Prince ha inoltre evidenziato che Cloudflare fornisce servizi pro bono a grandi eventi, tra cui le Olimpiadi, con un contributo economico che normalmente ammonterebbe a decine di milioni di euro. “Non possiamo continuare a offrire questi servizi in un Paese che non ci tratta in modo equo“, ha dichiarato, avvertendo che senza il supporto della loro infrastruttura eventi di portata internazionale diventerebbero “vulnerabili“.
Il CEO ha definito l’approccio dell’Agcom “sproporzionato” e paragonato il blocco di ampie porzioni di Internet per fermare singoli illeciti a “spegnere l’elettricità a una città“. Prince ha concluso affermando che la battaglia non è solo per Cloudflare, ma per la difesa di “Internet italiano“, denunciando una possibile “ritorsione” da parte dell’Autorità garante.





