Seul, 10 gennaio 2026 – Carlos Alcaraz è al servizio quando si accorge che dall’altra parte del campo non c’è più Jannik Sinner. Al suo posto compare un ragazzino. È lo stesso Sinner a cedergli la racchetta, sorridendo e invitandolo a giocare. Il giovane tennista coreano, visibilmente emozionato, accetta. Il pubblico applaude con partecipazione, divertito e coinvolto. Anche Alcaraz si presta al gioco: fa parte dello spirito dell’esibizione di Seoul, una partita-show che vale un cachet importante per le due stelle.
L’incontro, vinto da Alcaraz 7-5, 7-6 in meno di due ore, offre spettacolo puro, con colpi di altissimo livello e lunghi scambi da fondo campo che esaltano il pubblico.
Sinner-Alcaraz, il punto che il ragazzo non dimenticherà mai
Il botta e risposta con Alcaraz è morbido, ma il giovane coreano entra subito nel clima del match e riesce persino a sorprendere lo spagnolo con un dritto che si spegne all’incrocio delle righe. L’arena esplode in un’ovazione che sottolinea la magia del momento. Per il ragazzo è un istante irripetibile: stringere la mano e “battere il cinque” con due dei giocatori più forti al mondo.
Si gode tutto: l’applauso del pubblico, la carezza sulla spalla di Alcaraz, i complimenti di Sinner che assiste divertito a quella parentesi di partita che gli regala anche un punto. Le mani gli tremano per l’emozione mentre il siparietto si chiude e il giovane va a sedersi a bordo campo. Quelle sensazioni fortissime sembrano dilatare il tempo, facendolo sentire, anche solo per pochi minuti, parte del mondo dei grandi.
Jannik’s reaction to the kid’s point against Carlos 😭 pic.twitter.com/xjkvRt7C57
— janniksin archive (@sinnervideos) January 10, 2026
Il ritorno alla partita e il sorriso che resta
Sinner gli dà una pacca sulla spalla e gli sorride, sinceramente felice per il suo piccolo fan. Poi torna in campo, riprende il gioco e la sfida con Alcaraz riprende tono fino al tie-break che prolunga ancora l’incontro. È solo un gioco, almeno per ora. Almeno fino a quando le partite non conteranno davvero.






