Torino, 18 febbraio 2026 – Torino potrebbe entrare nella corsa per ospitare alcune gare dei Giochi Olimpici Invernali delle Alpi Francesi 2030, ma al momento la decisione definitiva spetta esclusivamente al comitato organizzatore francese. È quanto ha dichiarato ieri a Casa Italia Giovanni Malagò, presidente del CONI e figura centrale nella governance sportiva italiana, sottolineando come siano ancora in corso valutazioni tecniche e strategiche sulla possibile partecipazione della città piemontese all’evento.
Il ruolo di Torino nei Giochi Olimpici Invernali 2030

I XXVI Giochi Olimpici Invernali, ufficialmente assegnati alla Francia nel luglio 2024, si svolgeranno dal 1º al 17 febbraio 2030 nelle regioni alpine francesi di Provence-Alpes-Côte d’Azur e Auvergne-Rhône-Alpes. Per la prima volta, però, è previsto che alcune competizioni si tengano fuori dal territorio francese, in particolare il pattinaggio di velocità all’Oval Lingotto di Torino, già sede di gare durante le Olimpiadi Invernali del 2006.
Malagò ha evidenziato che “sono in corso valutazioni tecniche anche sulla disponibilità di impianti indoor esistenti, senza escludere alternative rispetto alla soluzione di Nizza”, città francese inizialmente individuata per alcune discipline come l’hockey su ghiaccio e il pattinaggio su ghiaccio. Il presidente del CONI ha inoltre annunciato un imminente incontro con il suo omologo francese per discutere dettagli e prospettive: “Domani incontrerò un mio omologo francese, vi saprò dire qualcosa di più dopo averci parlato”.
Le sfide organizzative e ambientali dei Giochi
L’organizzazione dei Giochi Invernali 2030 presenta sfide importanti, soprattutto in relazione all’impatto ambientale e ai costi. Le regioni alpine francesi, nonostante le garanzie finanziarie fornite, devono affrontare critiche da parte delle organizzazioni ambientaliste, che mettono in dubbio la sostenibilità dell’evento in un contesto di crisi climatica globale.
La Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) ha espresso preoccupazioni riguardo all’uso del denaro pubblico per promuovere sport invernali in aree che già oggi dipendono in larga misura dalla neve artificiale e dove gran parte della popolazione non ha accesso a queste attività. Gilles Chappaz, presidente di CIPRA Francia, ha dichiarato che “la decisione di non costruire uno stadio per il pattinaggio di velocità a Nizza è un segnale positivo”, ma ha aggiunto che l’impatto complessivo dell’evento rimane significativo, soprattutto per quanto riguarda i viaggi e la pressione sulle risorse locali.
L’inclusione di Torino come sede di alcune gare potrebbe rappresentare un’opportunità per l’Italia, ma sarà fondamentale che le decisioni siano prese nel rispetto di criteri tecnici e di sostenibilità, come evidenziato dallo stesso Malagò. Il confronto tra le delegazioni italiana e francese nelle prossime settimane sarà cruciale per chiarire il ruolo di Torino nei Giochi delle Alpi Francesi 2030.
Fonte: Sebastiana Risso - Malagò: "Torino in corsa per French Alps 2030? Tutto nelle mani del comitato organizzatore"






