Roma, 5 gennaio 2026 – Novak Djokovic, uno dei più grandi tennisti della storia, ha annunciato il suo ritiro dalla Professional Tennis Players Association (PTPA), il sindacato dei giocatori professionisti di tennis che aveva co-fondato nel 2020 insieme al canadese Vasek Pospisil. La decisione, comunicata dall’atleta serbo tramite il suo profilo X, arriva a seguito di una riflessione approfondita sulle dinamiche interne all’associazione.
Djokovic lascia la PTPA: motivazioni e dichiarazioni
Djokovic ha motivato la sua scelta con preoccupazioni riguardanti la trasparenza, la governance e il modo in cui la sua voce e immagine sono state rappresentate all’interno dell’organizzazione. Il campione serbo ha sottolineato come la visione iniziale condivisa con Pospisil, volta a dare ai giocatori una voce più forte e indipendente, non sia più in linea con l’attuale orientamento della PTPA.

Il 38enne, vincitore di 24 titoli del Grande Slam e considerato uno dei tennisti più vincenti di sempre, ha dichiarato: «Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e sul mio contributo allo sport in un modo che rifletta i miei principi e la mia integrità». Djokovic si prepara ora a partecipare all’ATP 250 di Adelaide, in programma dal 12 al 17 gennaio, come tappa di avvicinamento all’Australian Open.
Il contesto: l’azione legale della PTPA e il ritiro di Pospisil
La PTPA, fondata nel 2020, aveva intrapreso nel marzo del 2025 una dura battaglia legale contro gli organi di governo del tennis, tra cui ATP, WTA, Federazione Internazionale di Tennis e Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis (ITIA). L’associazione aveva denunciato un sistema «corrotto, illegale e abusivo», criticando in particolare un calendario agonistico giudicato insostenibile, con tornei distribuiti su undici mesi all’anno.
Parallelamente alla decisione di Djokovic, nel 2025 anche Vasek Pospisil ha terminato la sua carriera agonistica, annunciando il ritiro durante il Masters 1000 di Toronto. Pospisil, che ha vinto importanti titoli in doppio e ha contribuito a fondare la PTPA, ha spiegato come fosse giunto il momento di chiudere il proprio percorso da tennista, lasciando così un vuoto importante nell’associazione da lui creata insieme a Djokovic.
Il ritiro di entrambi i fondatori segna una fase di trasformazione per la PTPA, che dovrà ora riorganizzarsi senza la guida dei due campioni e affrontare le sfide legate alla governance e alla rappresentanza dei giocatori nel circuito mondiale del tennis.





