La finale degli Australian Open si chiude con la vittoria di Carlos Alcaraz e con un Novak Djokovic sconfitto ma tutt’altro che domo. Sul cemento della Rod Laver Arena, però, a colpire non è stato solo il risultato del campo: le parole pronunciate dal campione serbo al termine della partita hanno acceso interrogativi profondi sul suo futuro. A 38 anni, dopo aver disputato la 38esima finale Slam della carriera, Djokovic ha lasciato intendere che il traguardo del ritiro, fino a oggi sempre rimandato, potrebbe non essere più così lontano.
Djokovic e il peso del tempo: il ritiro è vicino?
“Nessuno sa cosa accadrà domani, figuriamoci tra sei mesi o un anno. È stato un grande viaggio”. Con questa frase Novak Djokovic ha salutato Melbourne dopo la sconfitta contro Alcaraz, parole che suonano come un bilancio e che aprono scenari inediti sul prosieguo della sua carriera. Il serbo, protagonista di una finale giocata ad altissimo livello per lunghi tratti, ha mostrato ancora una volta il suo miglior tennis, nonostante la delusione per il titolo sfumato.
Nel corso della cerimonia di premiazione, Djokovic ha riflettuto con lucidità sul momento che sta vivendo: “Credo sempre in me stesso ed è quello che serve quando giochi a questo livello contro avversari come Carlos e Jannik. Devo essere sincero: non pensavo che sarei stato ancora una volta alla cerimonia di uno Slam”. Parole che raccontano la consapevolezza di un campione che continua a competere ai massimi livelli, ma che sente il peso del tempo e di una carriera ormai leggendaria.
L’omaggio ad Alcaraz e il saluto a Nadal
Ampio spazio, infine, agli elogi per il vincitore. “Hai giocato un torneo straordinario e hai ottenuto qualcosa di storico. Ti auguro il meglio per il resto della tua carriera, sei giovanissimo”, ha detto Djokovic rivolgendosi ad Alcaraz. Un passaggio carico di significato anche quando il serbo ha citato Rafael Nadal, presente in tribuna: “È strano vederti lì e non in campo. Sono onorato di aver condiviso il campo con te ed è stato un onore vederti in tribuna”. Un momento che ha suggellato il possibile passaggio di consegne tra epoche diverse del tennis mondiale.






