Jannik Sinner ha superato Novak Djokovic con il punteggio di 6-4, 6-4, 6-4 nella semifinale di Wimbledon sul campo centrale, guadagnando la finale del torneo il 10 luglio. Il numero 1 del ranking ha tenuto il controllo dello scambio e dei turni di battuta, costringendo il serbo a rincorrere i game chiave. Domenica il centrale metterà in palio il titolo contro Sascha Zverev, qualificato dopo il successo su Arthur Fery.
La chiave è arrivata dal servizio e dalla qualità delle risposte: Sinner ha protetto i propri turni con margine e ha capitalizzato le poche aperture sul lato opposto. Djokovic ha provato a variare, ma non ha trovato continuità contro le geometrie da fondo e l’aggressività in spinta del rivale, che ha imposto ritmo e direzione degli scambi.
Il confronto ha esposto anche la differenza di momento: il campione serbo, forte di 24 titoli Slam e 39 anni, si è visto spesso costretto ad adattarsi al piano partita di Sinner, mentre l’azzurro ha mantenuto una traccia tattica pulita, riducendo gli errori nei passaggi che contavano.
Tre set, stesso copione
Nel primo parziale la rottura dell’equilibrio è arrivata nel gioco decisivo e Sinner ha difeso il vantaggio senza tremare: nel set iniziale il numero 1 ha concesso in totale quattro punti a Djokovic, chiudendo 6-4 in circa quaranta minuti. La spinta da fondo e la precisione in uscita dal servizio hanno impedito al serbo di entrare con continuità negli scambi lunghi.
Il secondo set ha seguito una traccia simile. Sul 2-2 Djokovic ha pagato una sequenza di imprecisioni che ha aperto la porta al break. Da lì Sinner ha tenuto la rotta e ha sigillato il 6-4 con un turno di battuta tenuto a zero, completato da tre ace consecutivi che hanno spento ogni tentativo di rientro.
Nel terzo, un break immediato ha indirizzato il set. Sinner ha gestito con ordine gli scambi di controllo e ha protetto il servizio senza forzare. L’ultimo scambio si è chiuso su un appoggio alto di Djokovic: nel tentativo di accelerare, il serbo ha steccato la palla e la risposta è finita in corridoio, fissando il 6-4 e la vittoria in tre set.
Cosa ha funzionato per Sinner e cosa è mancato a Djokovic
Il servizio efficace, la variazione delle traiettorie e la tenuta in risposta hanno orientato la semifinale. Sinner ha alternato profondità e angoli, ha forzato con il diritto quando serviva e ha “mischiato le carte” sui punti pesanti, riducendo i riferimenti al miglior ribattitore del circuito. Alcuni episodi hanno fotografato l’andamento: una smorzata vincente che ha spezzato il ritmo nel secondo set, uno smash sbagliato in un gioco chiave del primo parziale e passanti millimetrici a chiudere scambi prolungati.
Djokovic ha cercato di allungare gli scambi per alzare la soglia d’errore dell’avversario, ma non ha trovato la serie di prime e la lucidità nei momenti di pressione che in passato gli hanno spesso cambiato volto alle partite sul centrale. In tribuna era presente anche Jelena Djokovic, che si è alzata in un passaggio della partita seguendo con attenzione le fasi più combattute.
Le parole di Sinner e la finale con Zverev
Al termine dell’incontro, Sinner ha ricostruito approccio e aggiustamenti: «Bellissimo tornare in finale, c’è stata una bellissima atmosfera fin dal primo giorno. Novak è ancora un’ispirazione per noi delle nuove generazioni. Abbiamo sempre avuto partite lottate, ho dovuto fare un po’ di aggiustamenti rispetti all’Australia, lui ha giocato una partita molto dura contro Aliassime, ho cercato di essere aggressivo e servire bene contro il miglior ribattitore del circuito. Ho cercato di mischiare le carte. Il mio team mi ha messo nella posizione migliore per giocare così».
La finale di domenica proporrà l’incrocio con Zverev, arrivato all’ultimo atto dopo aver eliminato Arthur Fery. Il tedesco ha mostrato la solidità che lo ha portato al numero 2 del ranking, piegando un avversario che nel primo set aveva tenuto il ritmo prima di cedere alla distanza. Per Sinner il passaggio di oggi offre conferme sulla tenuta del servizio, sulle geometrie da fondo e sulla capacità di trasformare le chance in break.
Il centrale di Wimbledon assegnerà il trofeo tra due giocatori con percorsi e stili diversi, ma con lo stesso obiettivo. Sinner ci arriva con un 6-4, 6-4, 6-4 costruito su ordine tattico e percentuali alte nei punti caldi; Zverev porta in dote il peso della propria solidità e l’inerzia della vittoria su Fery. La programmazione del torneo prevede la finale domenica sul campo centrale, con il titolo dei Championships in palio.
