Io sono nato in Rai e il mio sogno sarebbe stato quello di finire in Rai, continuando a condurre e soprattutto continuando a far crescere una squadra che ha già delle qualità importanti: non vedo perché bisognerebbe ricorrere a figure esterne, che oltretutto non hanno la memoria di Report”. Lo ha detto il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, a margine del suo spettacolo teatrale a Cerveteri. “Condurre Report significa avere memoria, capacità di individuare argomenti che reggono dopo 3-4 mesi, conoscere il palinsesto e il confronto in prima serata, che è uno scenario competitivo molto difficoltoso, e saper gestire una squadra di 30-40 persone con le loro diversità, rispettando sensibilità che non sono sempre le mie”, ha aggiunto Ranucci. “Mi sembra di aver condotto inchieste anche quando non le condividevo nello spirito e nell’approccio, presentandole come la cosa migliore da vedere, nel rispetto dell’autore che le aveva confezionate”.
Botta e risposta acceso con alcuni cronisti sul suo rapporto con Valter Lavitola e sulla mancata comunicazione agli inquirenti di un presunto avvertimento su un rischio attentato: “Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, l’avrei denunciato: ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me”, ha detto Ranucci, respingendo le accuse. “Siete padroni di fare tutti i collegamenti che vi pare. Io quello che ho da dire, per rispetto dei magistrati, lo dico ai magistrati”, ha aggiunto. “Basta vedere gli atti: se non l’avessi ammessa, sarebbero usciti gli atti e sarebbe emersa comunque l’amicizia”, ha detto ancora Ranucci. “Non sono puro: sono abituato a guardare le più belle città dalle grate di un tombino, perché faccio questo mestiere”, ha concluso sul punto.
Interpellato sul fatto che la solidarietà pubblica più forte dopo l’attentato sia arrivata dal Movimento 5 Stelle e non altrettanto dal Partito Democratico, Ranucci ha risposto: “Io personalmente ho ricevuto tantissima solidarietà, anche da gente che non conoscevo. Dove vado, ricevo tantissime manifestazioni di solidarietà”.