Milano, 27 gennaio 2026 – Una sparatoria in via Impastato, nel quartiere Rogoredo di Milano, ha scosso ancora una volta la città, portando alla morte di un 28enne di origini marocchine. L’episodio ha coinvolto un agente in borghese della squadra investigativa del commissariato Mecenate, che ha sparato a un uomo che si avvicinava armato verso i colleghi impegnati in un controllo antidroga. L’agente è ora indagato per omicidio volontario mentre proseguono le indagini per ricostruire nel dettaglio l’accaduto.
La dinamica della sparatoria

L’episodio si è verificato intorno alle 18, quando un poliziotto in borghese ha notato un uomo avvicinarsi con fare deciso verso alcuni agenti in divisa che stavano fermando un altro sospetto. L’uomo, identificato come Abderrahim Mansouri, noto alle forze dell’ordine con precedenti per droga, resistenza e rapine, impugnava quella che sembrava una pistola. Di fronte all’atteggiamento minaccioso, l’agente ha intimato l’alt, che però non è stato rispettato. A quel punto l’agente ha sparato un colpo che ha colpito Mansouri alla testa, rivelatosi fatale.
Successivamente, è emerso che l’arma era una replica a salve di una Beretta 92, priva del tappino rosso distintivo. La distanza di circa venti metri e l’oscurità hanno impedito all’agente di accorgersi della natura finta dell’arma. I soccorsi sono stati immediati, ma non hanno potuto salvare la vita del 28enne. L’agente, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, si è difeso davanti al pm Giovanni Tarzia affermando: “Sono ancora sotto choc. Non pensavo di uccidere. Quando ho visto la pistola ho avuto paura e ho sparato”.
Le reazioni istituzionali e il ruolo di Andrea Delmastro
Sulla vicenda è intervenuto Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia e membro di Fratelli d’Italia, sottolineando l’importanza di tutelare gli uomini e le donne in divisa. Delmastro ha evidenziato che in situazioni di rischio come quella di Milano, “se viene accertato fuori da ogni ombra di dubbio che un poliziotto si vede puntare una pistola addosso, non voglio che cadano uomini e donne in servizio”.
Ha inoltre riferito che il decreto sicurezza, in fase di approvazione, è volto a rafforzare le norme di tutela per le forze dell’ordine, invitando a un atteggiamento prudente ma deciso. Delmastro ha criticato l’atteggiamento di chi, a suo dire, in Italia ritiene che non si possano difendere adeguatamente i poliziotti, affermando: “Con Andrea Delmastro non funziona”.
Inoltre, Delmastro ha richiamato l’attenzione sulla presenza dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) durante i prossimi eventi internazionali a Milano-Cortina, sottolineando come sia prassi consolidata mettere in campo organizzazioni dedicate alla sicurezza in un contesto internazionale, anche se resta da chiarire il ruolo specifico dell’agenzia federale statunitense in questo caso.
Questa tragedia riporta al centro del dibattito pubblico la sicurezza nelle aree periferiche della città e il delicato equilibrio tra la difesa delle forze dell’ordine e la salvaguardia della vita umana. Le indagini della Procura milanese proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e valutare la configurabilità della legittima difesa.
Fonte: Pasquale Luigi Pellicone - Sparatoria Milano, Delmastro: "Non voglio vedere cadere uomini e donne in divisa"



