Milano, 29 gennaio 2026 – Ospite della nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, TonyPitony, l’enigmatico artista mascherato diventato un fenomeno virale nella scena musicale italiana, approfondisce le radici del suo progetto artistico, nato come una forma di rivalsa contro le logiche dell’industria discografica e i meccanismi dei talent show. Viene esplorato il contrasto tra la sua formazione teatrale e la natura goliardica dei suoi testi, sottolineando l’importanza della tranquillità personale garantita dall’anonimato della maschera.
Il racconto tocca tappe fondamentali come l’esperienza a X Factor, il legame con la sua terra d’origine e l’energia dei suoi concerti dal vivo, descritti come rituali collettivi di follia e libertà. Infine, l’artista ribadisce la propria indipendenza produttiva, dichiarando di voler preservare la propria integrità creativa lontano dai compromessi del mercato mainstream.
L’enigma TonyPitony: dalla follia dei Live alla rivincita contro l’industria musicale
In una delle chiacchierate più attese e “mistiche” passate sotto il BSMT di Gianluca Gazzoli, TonyPitony si è messo a nudo — metaforicamente, s’intende, data la sua inseparabile maschera e i suoi testi — rivelando i retroscena di quello che è diventato un vero e proprio fenomeno culturale e musicale. Nonostante sia l’uomo del momento, Tony mantiene un approccio distaccato e quasi filosofico verso il successo, radicando la sua arte in una profonda necessità di tranquillità e indipendenza.

La Maschera come scudo e messaggio
TonyPitony è il primo ospite mascherato nella storia del programma, una scelta che non nasce da un desiderio di marketing, ma da una precisa esigenza di protezione. Per l’artista, la maschera è un baluardo contro le “rotture di scatole” della fama e l’ego smisurato che spesso travolge chi finisce sotto i riflettori. “Voglio andare al ristorante a mangiare e non essere adocchiato“, spiega, sottolineando come la sua base rimanga Siracusa, una città che gli garantisce quella lentezza necessaria per non farsi travolgere dalla velocità frenetica di Milano.
Curiosamente, l’artista ammette di odiare le maschere a livello estetico, definendo la sua “terra terra” e quasi sgradevole. Tuttavia, essa serve a spostare l’attenzione dal contenitore al contenuto: in un mondo di “sex symbol“, Tony rivendica il diritto di avere la “panza” e di essere giudicato esclusivamente per ciò che crea.
Il “piano diabolico” di X Factor e la critica al Sistema
Uno dei momenti cardine dell’intervista riguarda la partecipazione di TonyPitony a X Factor nel 2020. Quello che molti hanno visto come un tentativo di scalata al successo era, in realtà, un piano diabolico per dimostrare i limiti dei talent show. Tony voleva partecipare per non passare, evidenziando come queste strutture siano spesso più orientate alla televisione che al vero talento.
In quell’occasione, nonostante l’interesse di Mika, la giuria non comprese appieno la sua proposta. Oggi, quel fallimento programmato è diventato una medaglia al valore: TonyPitony è la prova vivente che si può scalare le classifiche di Spotify facendo tutto da soli, senza etichette major o compromessi radiofonici. La sua è una rivalsa contro un’industria che a Londra lo aveva scartato per motivi superficiali, come l’altezza o l’accento.
Visualizza questo post su Instagram
Il live come rito collettivo e follia educata
Se le canzoni di TonyPitony possono sembrare “meme” o semplici provocazioni online, il live è il luogo in cui il progetto esplode nella sua interezza. L’artista non si definisce un cantante, ma un performer e un attore, e descrive i suoi concerti come un rituale collettivo dove la distanza tra palco e pubblico viene annullata.
Nei suoi spettacoli può accadere di tutto: comparsate di personaggi surreali come “Gesù” che apre le acque tra la folla, sosia del Gabibbo, o venditori di kebab locali. Nonostante questa apparente anarchia, Tony sottolinea con orgoglio l’educazione dei suoi fan (spesso universitari o giovani professionisti): “È tutta gente educata che sa stare al gioco“, afferma, descrivendo l’atmosfera come quella di una grande famiglia riunita attorno a uno “zio brillo” che canta canzoni sporche.

TonyPitony: le musiche, i testi e l’uso della volgarità
Il repertorio di TonyPitony spazia dal pop elettronico a momenti più seri e intimi. Brani come “Culo” o “Donne Ricche” sono diventati virali, ma dietro l’uso di parole esplicite si cela un gesto di ribellione verso il mercato. La volgarità, per Tony, è un “marameo“ alle logiche radiofoniche che vorrebbero imporre testi vendibili e omologati.
Le sue influenze affondano le radici nel teatro inglese (dove ha vissuto per 7 anni), nel genio di Andy Kaufman e nella tradizione italiana di Elio e le Storie Tese, degli Squallor e degli Skiantos. Nonostante la provocazione costante, brani come “My Way” di Frank Sinatra mostrano il suo lato più tecnico e accademico, ereditato dal nonno e dai suoi studi di recitazione e opera lirica.
Una struttura indipendente di 20 persone
Il “fenomeno TonyPitony” non è l’opera di un singolo, ma di un collettivo di circa 20 persone, quasi tutte originarie di Siracusa. Questo team gestisce tutto internamente: dal merchandising alla produzione musicale, fino ai booking dei live.
Un dettaglio emerso durante l’intervista riguarda il rapporto di Tony con il denaro: l’artista ha scelto di non gestire le proprie finanze, affidandole al suo manager e amico fraterno Luca. Per lungo tempo, i proventi del progetto sono stati interamente reinvestiti in vinili di qualità, costumi di scena e tessuti ricercati per il merchandising. Fino a pochissimo tempo fa, Tony conduceva una doppia vita, lavorando come commerciale nel settore della canapa medica per aziende farmaceutiche, girando l’Europa in giacca e cravatta prima di salire sul palco con la maschera.
L’artista sta ricevendo apprezzamenti da tanti personaggi del mondo dello spettacolo, uno su tutti Fiorello che lo ha ospitato in una puntata de “La Pennicanza” elogiandone la bravura e la follia creativa di distaccarsi dall’omologazione della struttura magmatica della scena musicale italiana. Si parla anche di un suo possibile duetto al Festival di Sanremo nella serata delle cover con la concorrente Ditonellapiaga.
Visualizza questo post su Instagram
TonyPitony, un fenomeno in ascesa
TonyPitony rappresenta un’anomalia nel sistema musicale italiano contemporaneo. È un artista che “scegli“, che non subisci passivamente attraverso i bombardamenti mediatici. La sua forza risiede nella costanza, nella qualità della squadra e in quella “rabbia” creativa che continua a essere il motore delle sue imprese folli. Che sia un gioco o un atto politico, come suggerito da alcuni critici, Tony rimane fedele alla sua missione: dimostrare che l’idea, quando è forte, basta a se stessa. E se un giorno deciderà di togliersi la maschera o di sparire nel nulla, lo farà sempre alle sue condizioni.






