Nella nuova puntata del BSMT condotto da Gianluca Gazzoli, il celebre autore Pablo Trincia riflette sulla sua carriera e sull’evoluzione del panorama dei media in Italia. Trincia discute l’importanza di investire su se stessi e la necessità di una narrazione autentica, capace di trasportare l’ascoltatore dentro le storie attraverso un ritmo serrato e un sound design curato. Il dialogo tocca l’impatto sociale di lavori come Veleno ed Elisa Claps, evidenziando come il podcast crei un legame intimo e duraturo con il pubblico rispetto alla televisione tradizionale.
L’autore condivide inoltre dettagli personali, dalle sue origini familiari alla sua passione per le lingue, sottolineando come la curiosità sia il motore principale del suo lavoro. Infine, Trincia riafferma la sua indipendenza intellettuale, dichiarandosi pronto a difendere i propri valori e a esporsi su temi civili complessi senza timore di ripercussioni professionali. L’incontro si conclude con una riflessione sul futuro della narrazione, che pur cambiando formato, resterà sempre un bisogno fondamentale dell’essere umano.
Pablo Trincia al BSMT: il coraggio di raccontare la verità oltre il buio
In un’intensa chiacchierata nel BSMT di Gianluca Gazzoli, Pablo Trincia ripercorre le tappe di una carriera costruita sulla curiosità, sul rischio e sulla ricerca di una narrazione autentica. Dall’esplosione del fenomeno dei podcast in Italia alla sua indipendenza intellettuale, l’autore emerge come una voce fuori dal coro, capace di trasformare la cronaca in un’esperienza collettiva profonda.

L’importanza di buttarsi: investire su se stessi
Uno dei temi cardine dell’intervista è la necessità di investire su se stessi senza attendere l’approvazione altrui. Pablo Trincia riprende la metafora di chi “si butta nella piscina” contro chi resta a guardare sul bordo, sottolineando che arriva un momento nella vita in cui bisogna essere i primi a credere nelle proprie idee.
Questo cambio di paradigma è fondamentale: non bisogna solo ragionare sul ritorno economico immediato, ma sulla necessità di fare qualcosa in cui si crede profondamente. Per Trincia, il successo non è un traguardo economico, ma il momento in cui non devi più convincere nessuno della bontà delle tue idee.
Il fenomeno Podcast: da Veleno all’impatto sociale
Pablo Trincia è unanimemente riconosciuto come il pioniere che ha segnato un “prima e un dopo” nel mondo del podcast in Italia con Veleno. Nonostante le iniziali difficoltà di distribuzione e lo scetticismo degli editori, l’impatto fu immediato e dirompente.
Lavori come Elisa Claps hanno poi confermato la forza di questo mezzo, trasformando il racconto in una forma di “terapia collettiva“. Trincia spiega che la narrazione lunga permette di creare un legame intimo con l’ascoltatore, una “vicinanza” che la televisione non riesce a replicare. Il suo obiettivo non è mai la “pornografia del dolore“, ma la ricerca del perché e di un significato universale che possa offrire, anche nelle tragedie, un “fiorellino di speranza“.
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Indipendenza intellettuale e valori inscalfibili
Un aspetto che emerge con forza è la sua indipendenza intellettuale. Pablo Trincia si dichiara pronto a “perdere tutto” pur di poter continuare a guardarsi allo specchio con dignità. Questa coerenza si riflette nel suo esporsi su temi divisivi, come il conflitto a Gaza o la situazione in Iran, spinto da un senso di giustizia che ha respirato in casa fin da piccolo, segnato dalle vicende dei nonni materni incarcerati ingiustamente.
Per lui, restare zitti davanti all’ingiustizia è intollerabile, e la responsabilità di prendere una posizione riguarda tutti, non solo i personaggi pubblici.
Pablo Trincia, la curiosità e il potere delle lingue
Il motore del suo lavoro è una curiosità insaziabile, che lo spinge a cercare storie ovunque, anche in un cimitero pugliese o in una vecchia foto del Taj Mahal. Questa apertura al mondo è alimentata dalla sua passione per le lingue: Trincia ne parla sette, dal tedesco (sua lingua madre) allo swahili, fino allo studio del sumerico e dell’accadico per puro piacere personale.
Le lingue non sono solo strumenti di comunicazione, ma ponti che uniscono le persone e che, in situazioni di pericolo come un fermo di polizia in Nigeria, possono letteralmente salvarti la vita.
Il futuro della narrazione: il teatro e la fame di storie
Guardando al futuro, Pablo Trincia vede nel teatro la nuova frontiera della narrazione. In un’epoca di sovraccarico digitale, le persone cercano l’esperienza dal vivo, il rito collettivo del ritrovarsi in un luogo fisico per ascoltare una storia.
Nonostante l’incertezza dei tempi moderni, l’unica certezza rimane la fame di storie ben raccontate. Per Trincia, la forma potrà cambiare — dall’audio al video allo scritto — ma “le storie non muoiono mai“.






