L’intervista di Fausto Lama al podcast Supernova, condotto da Alessandro Cattelan, segna un punto di svolta per uno degli artisti più amati della scena indie-pop italiana. Dopo anni di successi e un’unione che sembrava indissolubile, Lama ha deciso di rompere il silenzio sulla separazione da Francesca Mesiano (California), mettendo a nudo le fragilità e le consapevolezze che hanno portato alla conclusione del progetto ComaCose. Non si è trattato di un fulmine a ciel sereno, ma di un percorso di distacco ponderato, arrivato dopo dieci anni di vita condivisa e un matrimonio durato solo pochi mesi. L’artista ha descritto questo momento come una necessità di ritrovare se stessi al di fuori di un binomio che, nel bene e nel male, aveva assorbito ogni spazio vitale.
ComaCose, la fine di un amore e la “cannibalizzazione” artistica
La cronologia del loro addio è stata scandita dai tempi della musica. Dopo il matrimonio celebrato a ottobre e la partecipazione a Sanremo, la coppia si è resa conto che qualcosa si era incrinato definitivamente. “La vita artistica ha cannibalizzato quella di coppia”, ha confessato Lama, spiegando come l’intimità fosse stata gradualmente sostituita dal lavoro incessante. La separazione è avvenuta a fine maggio, proprio mentre iniziavano i preparativi per il tour estivo, costringendo i due a condividere il palco da “ex” per mesi.Instagram, @alecattelan
Nonostante la sofferenza, Fausto Lama descrive la rottura come un “lascito assistito”, un processo discusso e condiviso con onestà. “Ci siamo lasciati a fine maggio, quindi il matrimonio è durato 6-7 mesi”, ha precisato l’artista, aggiungendo però che non ci sono rancori: “Siamo tuttora amici, ci sentiamo frequentemente”. Cantare brani come Fiamme negli occhi mentre il legame sentimentale si stava dissolvendo è stato angosciante, ma anche un modo per salutarsi degnamente: “È stato un countdown lungo, ma anche un regalo, perché altrimenti probabilmente non ci saremmo più visti”.
Oltre i 45 anni: la nuova prospettiva di Fausto Lama
Oggi Fausto Lama si ripresenta al pubblico con il brano solista A tanto così, una canzone che mantiene la matrice dei ComaCose ma che esplora un punto di vista strettamente personale. A 47 anni, l’artista vive questa ripartenza con una consapevolezza diversa, legata a quella che definisce una vera e propria soglia psicologica. “Dopo i 45 anni cambi prospettiva… capisci che certe cose sono destinate a degradarsi o non avrai più certe possibilità”, ha riflettuto Lama, parlando di una maturità che accetta la caducità della vita.
Il passaggio alla carriera solista è vissuto come una prova con se stesso, un modo per uscire da quel ruolo di “coppia pubblica” che a volte sentiva stretto, complice anche una leggera “sindrome dell’impostore”. Nonostante il dolore della separazione e le difficoltà burocratiche del divorzio, Lama guarda al futuro con pragmatismo e un pizzico di ironia, consapevole che l’eredità dei ComaCose farà sempre parte della sua storia.“Bisogna anche essere felici di quello che c’è stato… ci siamo regalati dieci anni di vita insieme e progetti, è una cosa bella che ci rimarrà per sempre”, ha concluso, pronto a rimettersi in gioco in una nuova “puntata” della sua vita.