Milano, 5 gennaio 2026 – Cinquantatré milioni di euro: al 4 gennaio, prima ancora dell’Epifania e del weekend che tradizionalmente dà slancio agli incassi di inizio anno, Buen Camino ha già centrato il suo primo obiettivo: superare se stesso.
Ha oltrepassato Tolo Tolo (46 milioni), ha superato Sole a catinelle (51 milioni) e ora guarda al primato assoluto del cinema italiano: i 65 milioni di Quo Vado?, un traguardo che dal 2016 nessun film — nemmeno dello stesso Zalone — è più riuscito a eguagliare.

Buen camino, un successo che continua a dividere
Per capire meglio, occorre tornare indietro. Buen Camino è arrivato nelle sale il 25 dicembre accompagnato da recensioni poco lusinghiere. La critica lo ha stroncato, analizzato nei dettagli, evidenziandone i limiti. Dopo l’apprezzamento ricevuto con Tolo Tolo per il tentativo di evoluzione, questa volta l’autore è stato descritto come “involuto”, “ripetitivo”, “privo di crescita”.
I dati, però, raccontano altro. Nei primi dieci giorni il film ha incassato in media oltre 5 milioni di euro al giorno, per poi assestarsi su ritmi che continuano a riempire le sale. Al 4 gennaio si contano 540.784 presenze: più di sei milioni di spettatori hanno già visto il film. Il pubblico, dunque, non manca.
La rincorsa a Quo Vado?
All’appello mancano ancora dodici milioni. L’Epifania è storicamente una giornata favorevole per il cinema e il weekend successivo potrebbe rivelarsi decisivo. Quo Vado? resta il riferimento massimo: 65 milioni di euro in un’epoca in cui le sale erano più affollate e lo streaming non aveva ancora modificato in modo così netto le abitudini del pubblico. Il Buen Camino sembra tracciato.
Raggiungere quel risultato oggi avrebbe un peso ancora maggiore. Significherebbe aver riportato milioni di persone al cinema in un momento in cui restare a casa davanti a Netflix è la scelta più semplice. Il record è lì, a distanza di dodici milioni che potrebbero arrivare a breve. E se l’impresa riuscisse, il messaggio sarebbe chiaro: si può criticare quanto si vuole, ma Checco Zalone rimane il primatista assoluto del cinema italiano. Nonostante tutto.





