Milano, 23 febbraio 2026 – Ospite della nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, la cantante Arisa si racconta ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera musicale e della sua evoluzione personale. L’artista riflette sul rapporto profondo con la propria voce, vista come uno strumento naturale che richiede cura costante, e ricorda con gratitudine gli esordi tra concorsi locali e il successo travolgente al Festival di Sanremo. Durante la conversazione, emerge il legame viscerale con la sua terra d’origine e con la famiglia, il cui acronimo ha dato vita al suo nome d’arte.
Rosalba, nome che preferisce nella sfera privata, affronta con sincerità temi delicati come la ricerca di un equilibrio interiore, il desiderio di maternità e le difficoltà incontrate nel mondo dello spettacolo. Il dialogo mette in luce una personalità complessa e autentica, capace di passare con naturalezza da riflessioni spirituali sulla fede a aneddoti ironici sulla sua immagine pubblica. In conclusione, Arisa ribadisce l’importanza della libertà espressiva e della trasparenza, considerandole elementi essenziali per mantenere un contatto vero con il proprio pubblico.
Arisa, tra Rosalba e il successo: il viaggio di un’anima libera alla ricerca dell’equilibrio
In una recente e intima intervista, la cantante Arisa si è messa a nudo, raccontando il complesso intreccio tra la sua identità pubblica e quella privata di Rosalba. Dalle radici in Basilicata alle vette di Sanremo, l’artista ha svelato come la sua carriera sia stata un costante percorso di metamorfosi e riscoperta personale.

La voce: uno strumento in evoluzione
Uno dei tratti distintivi di Arisa è senza dubbio la sua voce, che nel parlato conserva un tono infantile, creando spesso un contrasto con la sua età anagrafica. Rosalba ha confessato di sentirsi a volte “disgiunta” quando si guarda allo specchio, cercando di mantenersi giovane per allinearsi a questo timbro vocale che sembra non invecchiare mai.
Tuttavia, negli anni la sua voce nel canto è cambiata, diventando più “grossa, forte e potente“, pur perdendo alcune sottilissime note alte in favore di una maggiore intensità. Questa evoluzione è frutto di una cura costante: Arisa pratica esercizi quotidiani e ha appreso tecniche di sicurezza vocale per proteggere il suo strumento anche in condizioni difficili.
Le origini e il peso del nome
Il legame con la sua terra, la Basilicata, e la sua famiglia resta un pilastro fondamentale. Il nome d’arte Arisa è esso stesso un omaggio ai suoi affetti più cari: un acronimo che unisce le iniziali dei componenti della sua famiglia (Antonio, Rosalba, Isabella, Sabrina e Assunta).
Rosalba ricorda con tenerezza la sua “gavetta” fatta di concorsi iniziati a soli 4 anni e lunghi anni di piano bar, arrivando persino a esibirsi su palchi improvvisati in curva di strada. Prima del successo travolgente, lavorava come estetista, specializzandosi in pedicure, un mestiere che svolgeva con dedizione e che le permetteva di donare sollievo alle persone.
Il sogno nel cassetto: diventare mamma
Il desiderio di Arisa di diventare madre è un tema profondo che emerge chiaramente dalle sue riflessioni personali. L’artista ha confessato di pensare molto alla maternità, sentendo il peso degli anni che passano e il desiderio di lasciare una “piccola testimonianza“ della sua vita sulla Terra.
Per lei, avere un figlio non sarebbe solo un traguardo personale, ma un modo per canalizzare tutto l’amore che sente di avere dentro verso qualcuno che lo meriti in modo naturale, in quanto frutto del suo stesso amore.
Questo forte istinto materno non è una novità nel suo percorso, ma una caratteristica che la accompagna fin da quando era molto giovane. Arisa ha raccontato come questa sua indole l’abbia portata a volte a proiettare sentimenti quasi genitoriali anche in ambito professionale; ad esempio, ha ricordato di essersi affezionata in modo viscerale ai concorrenti che seguiva durante X Factor (come i Frères Chaos), proprio perché il suo bisogno di protezione e cura era già molto sviluppato all’epoca.
Visualizza questo post su Instagram
Arisa e il fenomeno Sanremo: la consapevolezza artistica
Il successo nazionale arriva nel 2009 grazie a Paolo Bonolis, che la scelse per Sanremo definendola una figura “fuori dagli schemi” ispirata all’estetica di Charlie Chaplin. Da quel momento, brani come Sincerità, La Notte (che lei considera il suo pezzo più universale) e la vittoria con Controvento hanno segnato la storia della musica italiana. Nonostante i premi e la popolarità, Arisa ammette di aver sempre vissuto il successo con una certa bizzarria e umiltà, non avendo mai cercato la fama come fine ultimo.
Metamorfosi Estetica e Libertà Espressiva
L’evoluzione di Arisa è passata anche attraverso il corpo. L’artista ha parlato apertamente del suo rapporto con la bellezza, confessando di aver fatto ricorso in passato alla chirurgia estetica per poi decidere di togliere tutto (zigomi e labbra) per tornare all’origine e capire come sarebbe stata senza quegli interventi.
Anche i suoi frequenti cambi di look, dall’uso di parrucche alle extension, riflettono il suo bisogno di “nuova linfa” e di assecondare le sue diverse energie interiori. Questa libertà si riflette anche sui social, dove alterna momenti di estrema ironia a post provocatori in cui rivendica la propria autenticità come donna “di carne e ossa“.
La ricerca di un equilibrio e la spiritualità
Dietro l’immagine pubblica di artista eccentrica si cela una donna profondamente spirituale e resiliente. Arisa prega spesso per ritrovare la calma quando il “cervello va in pappa” e si dichiara grata per la vita, influenzata anche dalla storia familiare di due fratellini persi prematuramente dalla madre. Riguardo all’equilibrio interiore, la sua visione è disincantata: “La consapevolezza di non essere in equilibrio in realtà è già una forma di equilibrio“.
Oggi, tra l’impegno come coach a The Voice Senior e i nuovi progetti musicali come il singolo Nuvole, Arisa continua a cercare la reciprocità nell’amore e sogna la maternità, vedendola come il modo ultimo per canalizzare tutto l’affetto che ha da offrire. La sua è una storia di riscatto e verità, di una “panca bestia ripulita” che non ha mai smesso di lottare per la propria libertà espressiva.






