Milano, 27 gennaio 2026 – A dieci anni dalla tragica scomparsa di Giulio Regeni, il dottorando italiano torturato e ucciso al Cairo nel 2016, la sua vicenda è stata raccontata sul grande schermo con il docufilm “Tutto il male del mondo”. Il film, che riprende la frase struggente pronunciata dalla madre Paola Deffendi nel momento in cui vide il corpo martoriato del figlio, è stato presentato in anteprima lunedì 26 gennaio all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano.
Un racconto per mantenere viva la memoria

L’evento ha visto la partecipazione dei genitori di Giulio, dell’avvocata Alessandra Ballerini, che segue da anni la battaglia legale per giustizia, e dei produttori del film. Prima della proiezione, un incontro moderato da Fabio Fazio ha dato spazio alle testimonianze della famiglia Regeni. Paola Deffendi ha ricordato con commozione: “Questa frase mi è sgorgata dal cuore per descrivere quello che avevano fatto a Giulio”. Il padre Claudio ha aggiunto: “Quando abbiamo saputo che non avremmo più portato a casa Giulio vivo, è stato come essere passati in una fornace che ti brucia”.
Un momento simbolico ha segnato l’inizio della serata: sul palco sono stati srotolati lo striscione giallo con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, divenuto ormai un simbolo di una battaglia che coinvolge tutta l’Italia, anche come sottolineato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al termine, sono stati consegnati due riconoscimenti: il Nastro d’Argento della Legalità ai produttori del docufilm e un omaggio alla memoria di Giulio, a testimonianza del coraggio e della tenacia della famiglia e del loro legale.
Il regista, Simone Manetti, ha spiegato che il film non è un’inchiesta né un true crime, ma una narrazione che ripercorre ciò che è stato fatto e, soprattutto, ciò che non è stato fatto in dieci anni di indagini e attese. “Fare questo film è stato un atto di cittadinanza attiva per impedire che il tempo portasse via questa storia”, ha sottolineato.
Il processo e la richiesta di giustizia
Intanto, il processo a carico di quattro agenti della National Security egiziana – accusati di sequestro di persona pluriaggravato, lesioni personali gravissime e omicidio – prosegue a Roma, con sentenza attesa entro la fine del 2026. L’avvocata Alessandra Ballerini ha ribadito l’importanza di una verità processuale, che ricostruisca chi fosse Giulio, il male subito e le responsabilità precise degli imputati e di chi lo ha tradito.
Questa vicenda, che ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana e internazionale, è rappresentativa di un contesto più ampio di repressioni in Egitto, come ricordato anche dal Parlamento europeo. La campagna internazionale “Verità per Giulio Regeni” continua a mobilitare enti locali, università e cittadini in tutta Italia, mantenendo alta l’attenzione sulla necessità di fare luce completa e definitiva sulla morte del giovane ricercatore italiano.
Il docufilm sarà nelle sale italiane per tre giorni a partire dal 2 febbraio, offrendo al pubblico l’opportunità di riflettere e non dimenticare la tragica vicenda di Giulio Regeni.
Fonte: Nicoletta Totaro - Regeni, l'anteprima del docufilm 'Tutto il male del mondo' all'Anteo: "Vogliamo verità processuale"





