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Home Scienze

Vincenzo Schettini, “La fisica che ci piace”: “I professori sono i veri innovatori, non il digitale nelle scuole”

Ospite della nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, Vincenzo Schettini, in arte La fisica che ci piace, parla di scuola, insegnamento, i video su Youtube e la divulgazione scientifica

by Marco Viscomi
22 Gennaio 2026
Vincenzo Schettini, la fisica che ci piace

Vincenzo Schettini, la fisica che ci piace | Instagram - @bsmt_basement

Milano, 22 gennaio 2026 – Ospite della nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, il professor Vincenzo Schettini, celebre per il suo progetto divulgativo “La fisica che ci piace” ripercorre il suo cammino dai primi video su YouTube nati per i propri studenti fino al successo mediatico in televisione e a teatro, sottolineando l’importanza di rendere la scienza pop e accessibile. La discussione tocca temi cruciali come l’affanno del sistema scolastico, l’uso delle tecnologie digitali in classe e la necessità di stabilire confini chiari tra docenti e alunni basati sul rispetto.

Il professore condivide inoltre riflessioni personali profonde, parlando delle sue passioni musicali, del valore delle esperienze magnetizzanti e del difficile percorso di accettazione della propria sessualità. Attraverso il racconto di sfide e successi, emerge il ritratto di un educatore che vede la scuola come una palestra di vita essenziale per formare il carattere dei giovani.

Vincenzo Schettini, l’evoluzione di un “Prof-Influencer” e il legame con il territorio

Vincenzo Schettini ha iniziato il suo percorso su YouTube nel 2015, ispirato da una creatrice americana che insegnava inglese, Vanessa Prot. Nonostante il successo travolgente, Schettini definisce la rete come un “diesel“, sottolineando che per raggiungere grandi numeri è stato necessario un lavoro costante e paziente durato anni.

Un aspetto fondamentale della sua filosofia di vita è la scelta di rimanere a Monopoli, in Puglia, dimostrando ai giovani che nell’era digitale non è più necessario “prendere la valigia di cartone” per trovare opportunità; oggi è possibile connettersi con il mondo e gestire una carriera internazionale restando nella propria terra.

Vincenzo Schettini, la fisica che ci piace, e Gianluca Gazzoli
Vincenzo Schettini, la fisica che ci piace, e Gianluca Gazzoli | Instagram – @bsmt_basement

La visione della scuola: rigore, regole e innovazione

Vincenzo Schettini continua a insegnare part-time per mantenere il contatto diretto con la realtà scolastica, che definisce “un mare in tempesta“. Egli difende fermamente l’importanza del rigore e delle regole in classe: richiede che gli studenti si alzino in piedi al suo ingresso e li chiama per cognome per stabilire dei confini chiari tra docente e discente. Secondo il professore, il rispetto non va confuso con la paura, ma è essenziale per creare un ambiente educativo efficace.

Riguardo alla digitalizzazione, Schettini sostiene che l’innovazione non derivi dai tablet o dagli schermi piatti, ma dalla passione del professore, che può compiere miracoli anche solo con un pezzo di gesso. Si è inoltre dichiarato favorevole al divieto dei cellulari a scuola, osservando che gli studenti sono spesso “drogati” dallo smartphone e che la loro assenza favorisce la concentrazione e il contatto umano.

 

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La Fisica come esperienza e metafora di vita

Il prof Vincenzo Schettini rende la fisica “pop” attraverso esperimenti pratici, come quello della caduta dei fogli di carta o delle graffette magnetizzate. Proprio il magnetismo diventa una potente metafora: le esperienze e le persone che ci circondano sono “campi magnetici” che ci influenzano. Egli invita a non aver paura di farsi “magnetizzare” dalle belle esperienze e dai bravi insegnanti, poiché questi possono cambiare la vita. Anche il suo iconico ciuffo rappresenta una sfida alla gravità di Newton e un simbolo di resilienza contro le paure che ci tirano verso il basso.

Vincenzo Schettini, il valore del fallimento e della valutazione

Un tema centrale è stato il rapporto con l’insuccesso. Schettini ha confessato di aver avuto difficoltà durante l’università e di essere stato spronato dal padre a non mollare. Ha discusso con Gazzoli il valore della bocciatura, definendola non come una vergogna, ma come una “sliding door” che può insegnare a rimboccarsi le maniche. Parallelamente, difende l’uso dei voti: essi sono una misura necessaria del lavoro svolto e abituano i ragazzi a essere valutati, una dinamica che ritroveranno inevitabilmente nella vita adulta.

 

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Sensibilità, musica e il coming out

Vincenzo Schettini non nasconde la sua grande sensibilità, arrivando spesso a commuoversi per la bellezza della conoscenza o per le storie dei ragazzi, nonostante le critiche degli “haters” o le osservazioni degli autori televisivi. La sua formazione è poliedrica: oltre alla fisica, è un violinista diplomato e direttore di un coro gospel, passioni che hanno forgiato il suo rigore e la sua creatività.

Uno dei momenti più toccanti dell’intervista riguarda la sua sessualità. Ha raccontato la difficoltà di crescere in un’epoca in cui l’omosessualità era un tabù e il duro scontro iniziale con i genitori dopo il coming out a 19 anni. Con il tempo, il padre ha trasformato il suo rifiuto in comprensione e gli ha chiesto scusa, riconoscendo di aver agito per paura e mancanza di preparazione. Schettini ha poi deciso di dichiararsi pubblicamente sui social per liberarsi di un peso e per lanciare un messaggio di amore universale, ribadendo che “l’amore è amore” e sostenendo l’importanza dei diritti civili, come l’adozione.

Conclusione e scienziati preferiti

L’intervista si chiude con una nota di gratitudine verso la scienza, citando i suoi fisici preferiti: Richard Feynman, per la sua capacità di insegnare; Albert Einstein, per aver riscritto la gravità; e Antoine Lavoisier, per il concetto fondamentale che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma“. Schettini conclude affermando che il suo obiettivo principale rimane appassionare i giovani alla scienza, perché questo è ciò che rende il suo lavoro davvero bello.

Tags: BSMTGianluca GazzoliLa fisica che ci piaceVincenzo Schettini

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