Cape Canaveral, 5 gennaio 2026 – Il 2026 segna un nuovo capitolo nell’esplorazione spaziale con il ritorno dell’essere umano verso la Luna, a più di cinquant’anni dall’ultima missione Apollo del 1972. La NASA, con il programma Artemis, si appresta a lanciare la storica missione Artemis II, la prima con equipaggio a orbitare intorno al nostro satellite naturale dai tempi del programma Apollo. Quattro astronauti – tre americani e un canadese – si preparano a vivere un viaggio di circa dieci giorni, durante il quale osserveranno con i propri occhi anche il lato nascosto della Luna, mai esplorato in precedenza dalle missioni con equipaggio.
Artemis II: dettagli della missione e innovazioni tecnologiche
La missione Artemis II è programmata per il lancio entro il 6 febbraio 2026 dal Kennedy Space Center, rampa LC-39B, a bordo del potente razzo Space Launch System (SLS) Block 1. Il veicolo spaziale Orion, battezzato “Integrity” dall’equipaggio come simbolo di dedizione e collaborazione, ospiterà il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e lo specialista canadese Jeremy Hansen.
Questo viaggio rappresenta una pietra miliare: è infatti la prima missione umana oltre l’orbita terrestre bassa dal 1972 e inaugura una nuova era di esplorazione spaziale. Orion e il suo equipaggio eseguiranno un sorvolo attorno alla Luna, mantenendo un’altitudine media di circa 6.500 km dalla superficie, per poi rientrare sulla Terra dopo circa dieci giorni. Durante il rientro, la capsula affronterà temperature estreme fino a 2.760 °C, testando così la robustezza dello scudo termico e validando i sistemi di sicurezza in vista delle future missioni Artemis, che mirano anche all’esplorazione di Marte.
L’integrazione tra il razzo SLS e la navicella Orion è stata completata con successo presso il Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center, e i test di comunicazione tra le diverse componenti del sistema, comprese le reti spaziali Deep Space Network e Near Space Network, hanno confermato l’efficienza delle interfacce. Nell’imminente fase di preparazione, l’equipaggio parteciperà al Countdown Demonstration Test, una simulazione completa del lancio e delle procedure di emergenza.

X REID WISEMAN
L’equipaggio di Artemis II: un team di eccellenza
L’equipaggio di Artemis II rappresenta un mix di esperienza, innovazione e inclusività. Il comandante Reid Wiseman, ex pilota collaudatore della US Navy, ha già volato nello spazio durante la missione Expedition 40/41 sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove ha effettuato due passeggiate spaziali. Victor Glover, pilota collaudatore e ingegnere con un passato militare e un primo volo spaziale nel 2020 a bordo della missione SpaceX Crew-1, sarà il pilota della missione; con lui sarà il primo astronauta afroamericano a partecipare a un sorvolo lunare.
Christina Koch, ingegnere elettrico e fisico, detiene il record femminile di permanenza continua nello spazio con 328 giorni e ha partecipato alla prima attività extraveicolare interamente femminile. Jeremy Hansen, pilota da caccia e colonnello della Royal Canadian Air Force, sarà il primo canadese a volare oltre l’orbita terrestre bassa, portando con sé l’esperienza acquisita in numerose esercitazioni congiunte con NASA ed ESA.
Questo equipaggio è frutto della collaborazione internazionale, che punta a rendere il programma Artemis non solo un ritorno all’esplorazione lunare, ma anche un modello di cooperazione globale per le future missioni spaziali.
La Luna: caratteristiche fisiche e significato storico
La Luna è l’unico satellite naturale della Terra, orbitando a una distanza media di circa 384.400 km. La sua superficie, di quasi 38 milioni di km², è caratterizzata da vaste regioni scure, i cosiddetti “mari”, che sono distese di rocce basaltiche, e da altopiani chiari che si elevano anche per oltre 8.000 metri. Il satellite ruota in modo sincrono, mostrando alla Terra sempre la stessa faccia; il lato nascosto è rimasto un mistero fino all’era delle esplorazioni spaziali.
La formazione della Luna risale a circa 4,5 miliardi di anni fa, probabilmente originata dai detriti generati da un impatto tra la Terra e un corpo celeste delle dimensioni di Marte chiamato Theia. Questo evento ha avuto un ruolo fondamentale nel modellare l’ambiente terrestre, influenzando anche il ciclo delle maree e la stabilità dell’asse terrestre.
Le fasi lunari, ben visibili ad occhio nudo, hanno da sempre influenzato la cultura e la scienza umana, ispirando miti, calendari e studi scientifici. Grazie a missioni come Artemis II, sarà possibile approfondire la comprensione del nostro satellite naturale, esplorandone aspetti meno noti come il lato nascosto e testando tecnologie che saranno cruciali per l’esplorazione spaziale del futuro.
I preparativi per Artemis II proseguono a ritmo serrato, con test e simulazioni che coinvolgono sia i sistemi tecnologici che l’equipaggio. L’intera missione è destinata a segnare l’inizio di una nuova era di scoperte lunari, ponendo le basi per il ritorno umano sulla superficie lunare e oltre.





