Roma, 12 marzo 2026 – Osservare il comportamento degli animali può fornire indicazioni importanti su come invecchieranno e sulla loro aspettativa di vita. Un recente studio, finanziato dalla Knight Initiative for Brain Resilience e condotto presso il Wu Tsai Neurosciences Institute dell’Università di Stanford, ha analizzato questo fenomeno utilizzando come modello il killifish turchese, un piccolo pesce d’acqua dolce dalla vita estremamente breve.
Il killifish come modello per studiare l’invecchiamento degli animali
La ricerca, pubblicata sulla rivista Science, ha coinvolto 81 esemplari di killifish, pesci che vivono generalmente dai quattro agli otto mesi. Gli animali sono stati tenuti in vasche separate e monitorati in modo continuo tramite telecamere, consentendo ai ricercatori di raccogliere dati dettagliati su postura, velocità, riposo e movimento. Sono state identificate oltre 100 azioni comportamentali brevi e ricorrenti, considerate elementi fondamentali del loro modo di muoversi e riposare.
I risultati hanno evidenziato che basterebbero pochi giorni di osservazione durante la mezza età del pesce (tra i 70 e i 100 giorni) per prevederne la durata della vita. In particolare, i killifish destinati a una vita più breve tendevano a dormire sempre di più durante il giorno, mentre quelli più longevi avevano un sonno concentrato soprattutto nelle ore notturne. Anche la capacità di nuotare con vigore e velocità durante il giorno si è rivelata un indicatore di longevità.
Invecchiamento a scatti e possibili applicazioni umane
Un elemento innovativo dello studio riguarda il modo in cui avviene l’invecchiamento. Contrariamente alla convinzione che sia un processo graduale, nei killifish l’invecchiamento procede a scatti, con periodi di stabilità alternati a rapide transizioni comportamentali, della durata di pochi giorni, seguite da fasi più lunghe e stabili. La maggior parte degli esemplari ha mostrato da due a sei di queste transizioni nel corso della vita.
I ricercatori sottolineano che anche nell’uomo la qualità del sonno e del movimento tende a peggiorare con l’età, e che questi cambiamenti sono stati associati al declino cognitivo e a malattie neurodegenerative. Con il crescente utilizzo di dispositivi indossabili per il monitoraggio continuo, si potrà in futuro verificare se i principi di predizione precoce osservati nei killifish possano essere applicati anche agli esseri umani.
L’importanza del comportamento animale come spia dello stato di salute e dell’aspettativa di vita apre nuove prospettive sia per la biologia dell’invecchiamento sia per la medicina preventiva, fornendo strumenti non invasivi per monitorare il benessere sia di specie animali sia potenzialmente dell’uomo.






