In un momento in cui l’Europa affronta sfide sanitarie complesse e interconnesse, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la Regione Europea ha evidenziato l’urgenza di strategie condivise e mirate per migliorare la salute pubblica, con particolare attenzione alle malattie croniche, alla salute mentale e all’invecchiamento della popolazione.
OMS: le sfide comuni per la salute in Europa
Durante l’incontro “La Salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme”, promosso al Senato italiano, il direttore regionale dell’OMS Europa, Hans Henri Kluge, ha sottolineato come malattie croniche, salute mentale, invecchiamento e nuove vulnerabilità sociali costituiscano le sfide principali da affrontare in un contesto di risorse finanziarie limitate. Kluge ha reso evidente il ruolo cruciale dei Parlamenti nel tradurre evidenze scientifiche e innovazioni in politiche efficaci, bilanci adeguati e responsabilità istituzionale, richiamando l’importanza di dati affidabili per orientare le decisioni in materia di salute pubblica.
Tra le priorità della Roadmap europea dell’OMS per le politiche sanitarie, una strategia quinquennale approvata dai 53 ministri della Salute della Regione europea, figurano l’invecchiamento sano e attivo, l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale, il legame tra clima e salute, le malattie non Covid e la sicurezza sanitaria. “La prosperità e l’autonomia strategica dell’Europa dipendono da investimenti sostenuti nei beni pubblici essenziali, a partire dalla salute – ha affermato Kluge – Non esistono società forti, né un’Europa forte senza persone in buona salute”.
Nel contesto di queste sfide, Natasha Azzopardi Muscat, direttrice dei Sistemi sanitari di OMS Europa, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale della prevenzione, dell’integrazione tra sistemi sanitari e sociali e del sostegno alla vita nelle comunità locali per migliorare la qualità di vita degli anziani. Richiamando lo slogan della campagna “Aging is living”, ha evidenziato come politiche preventive, inclusive e orientate all’equità siano essenziali per garantire che ogni cittadino europeo possa vivere bene e in salute, indipendentemente dall’età.
L’invecchiamento sano è stato dichiarato tema prioritario nel programma di lavoro quinquennale di OMS Europa, che sarà formalmente adottato nel Comitato Regionale del 2026. La strategia mira a promuovere una vita sana a tutte le età, superando stereotipi legati all’età e combinando prevenzione, cura, supporto comunitario e promozione di un atteggiamento positivo verso l’invecchiamento. Il Centro di eccellenza OMS di Venezia, attivo da vent’anni sui temi dell’equità, sarà il fulcro operativo di queste iniziative, grazie alla collaborazione con istituzioni di ricerca e autorità locali e nazionali.
L’importanza di un approccio integrato e sostenibile
Azzopardi Muscat ha inoltre sottolineato come la qualità della vita dipenda dall’accesso alle risorse e ha richiamato il ruolo cruciale della politica e delle decisioni economiche. “Legislazioni e misure fiscali devono supportare comportamenti salutari e prevenzione – ha dichiarato – altrimenti le disuguaglianze persistono”. Questo messaggio si inserisce nel quadro più ampio degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, che mirano a garantire una vita sana e un benessere a tutte le età, riconoscendo il legame tra salute, equità sociale e sostenibilità economica.
L’OMS Europa ha ribadito l’importanza di rafforzare i sistemi sanitari, puntando su una maggiore integrazione tra i servizi, innovazione digitale e investimenti nel personale sanitario, tema che si è tradotto nel recente “Quadro d’azione per il personale sanitario e assistenziale 2023-2030”. Tale quadro identifica cinque pilastri fondamentali per affrontare la crisi multipla che colpisce il settore sanitario, tra cui il mantenimento e il reclutamento di personale, l’ottimizzazione delle prestazioni, la modernizzazione dell’istruzione, la pianificazione e l’investimento.
Il direttore regionale Hans Henri Kluge, riconfermato per un secondo mandato quinquennale a partire dal febbraio 2025, ha evidenziato come gli ultimi cinque anni siano stati caratterizzati da una “permacrisi” che ha messo a dura prova i sistemi sanitari europei, ma ha anche ribadito l’impegno per sviluppare un piano di lavoro che affronti le priorità emergenti, con un focus su salute mentale, salute digitale, sicurezza sanitaria, impatti climatici e invecchiamento sano.
L’attenzione verso l’innovazione tecnologica è confermata anche da recenti studi OMS che evidenziano come la telemedicina possa migliorare significativamente la qualità della vita delle persone affette da demenza, riducendo ansia, depressione e isolamento sociale, e supportando al contempo i caregiver. L’integrazione di tecnologie digitali con il supporto comunitario rappresenta un approccio efficace per promuovere l’inclusione e l’autonomia degli anziani.
In questo scenario complesso, la Regione europea dell’OMS continua a lavorare per tradurre evidenze scientifiche e innovazioni in politiche sanitarie concrete, con l’obiettivo di garantire un futuro di salute e benessere sostenibile per tutti i cittadini europei.






