Torino, 6 aprile 2026 – Un intervento chirurgico innovativo è stato eseguito con successo presso l’ospedale Molinette di Torino, dove un paziente di 76 anni proveniente dalla Puglia, affetto da un tumore al colon destro e considerato ad alto rischio a causa di una grave insufficienza respiratoria, è stato operato da sveglio grazie all’integrazione di anestesia loco-regionale e ipnosi clinica. Questo approccio ha permesso di evitare la ventilazione artificiale, che avrebbe potuto causare complicanze respiratorie pericolose.
L’intervento in ipnosi: un modello d’eccellenza per pazienti fragili
L’operazione, condotta dalla Chirurgia Generale 1 universitaria diretta dal professor Mario Morino, ha visto l’impiego di un protocollo “awake personalizzato”, ideato proprio per superare le controindicazioni dei protocolli anestesiologici standard in pazienti con condizioni cliniche complesse. Durante l’intervento di emicolectomia destra, della durata di un’ora, il paziente è rimasto in uno stato di veglia cosciente, mantenendo una respirazione autonoma stabile, mentre la dott.ssa Valentina Palazzo ha utilizzato tecniche ipnotiche per condurre il paziente con la mente fuori dalla sala operatoria, trasportandolo idealmente nelle campagne pugliesi.
Il decorso post-operatorio è stato definito eccezionale: già nelle prime 24 ore il paziente ha ripreso a camminare autonomamente e ad alimentarsi per via orale, mentre alla seconda giornata la funzione intestinale era completamente ripristinata e il controllo del dolore ottimale. Questo ha consentito un rapido rientro in Puglia in totale sicurezza, senza necessità di ricovero in terapia intensiva, previsto in caso di anestesia generale.
L’impegno della Città della Salute di Torino verso la medicina personalizzata
«Questo intervento rappresenta una nuova frontiera per i pazienti fragili», ha commentato Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino. «Dimostra come l’eccellenza chirurgica, unita alla medicina personalizzata e all’integrazione di tecniche quali l’ipnosi clinica, possa ampliare i confini della chirurgia oncologica». Il modello torinese guidato dal professor Morino si conferma così un punto di riferimento nazionale per il trattamento di pazienti che, pur necessitando di interventi salvavita, presentano rischi proibitivi per i protocolli standard.
L’esperienza maturata in questo ambito rappresenta un progresso importante nel trattamento oncologico, con particolare attenzione alla sicurezza e al comfort del paziente, offrendo nuove opportunità anche a chi fino a oggi era considerato inoperabile a causa delle condizioni cliniche.






