Roma, 10 gennaio 2026 – La stagione influenzale 2025-2026 è caratterizzata dalla rapida diffusione della variante K del virus influenzale A/H3N2, un sottotipo di recente comparsa che sta destando preoccupazione tra gli esperti per la sua capacità di eludere in parte l’immunità conferita dal vaccino tradizionale. Pur non essendo particolarmente aggressiva, questa variante presenta una velocità di trasmissione elevata e può provocare sintomi intensi, soprattutto nei soggetti più fragili come bambini piccoli, anziani e persone con patologie croniche.
Il professor Massimo Ciccozzi, epidemiologo e virologo di fama internazionale presso l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università Cattolica di Roma, sottolinea l’importanza della vaccinazione e delle misure di prevenzione per arginare gli effetti potenzialmente gravi di questa ondata influenzale.
Sintomi e rischi della variante K
La variante K appartiene al gruppo A/H3N2 e si manifesta con un quadro sintomatologico simile a quello delle influenze stagionali classiche, ma con alcune peculiarità che ne aumentano la pericolosità. Tra i sintomi più comuni figurano:
– mal di gola,
– scolo nasale,
– febbre alta e brividi,
– spossatezza marcata,
– dolori muscolari e sensazione di ossa rotte,
– disturbi gastrointestinali come diarrea e vomito, soprattutto nei bambini.
Questa variante mostra una maggiore propensione a causare complicanze quali otiti, bronchiti e polmoniti, particolarmente nei bambini in età prescolare e nelle donne in gravidanza. Anche gli anziani oltre i 65 anni e i pazienti con malattie croniche respiratorie, cardiovascolari o oncologiche risultano maggiormente vulnerabili. La gravidanza, a causa della temporanea riduzione delle difese immunitarie, aumenta ulteriormente il rischio di complicanze.
Il professor Ciccozzi evidenzia che, sebbene la variante K possa eludere in parte la risposta immunitaria, la vaccinazione rimane uno strumento fondamentale per ridurre la gravità della malattia e prevenire le forme più severe.

Gestione e prevenzione della variante K
Per affrontare efficacemente i sintomi dell’influenza causata dalla variante K, si raccomandano le classiche misure di cura e prevenzione:
– riposo domiciliare, evitando assembramenti e contatti sociali fino a completa guarigione,
– uso di antipiretici e analgesici come paracetamolo o FANS in formulazioni pediatriche per i più piccoli, sempre sotto controllo medico,
– irrigazioni nasali con soluzioni saline marine o termali per alleviare la congestione,
– idratazione adeguata con liquidi caldi,
– alimentazione leggera e bilanciata, mantenendo l’allattamento al seno nei neonati.
È importante rivolgersi tempestivamente al medico in caso di persistenza dei sintomi oltre una settimana, ricomparsa della febbre o insorgenza di tosse persistente.
Dal punto di vista preventivo, oltre alla vaccinazione, si consiglia di adottare le buone pratiche igieniche apprese durante la pandemia da Covid-19: lavaggio frequente delle mani, uso della mascherina in luoghi chiusi e affollati, e mantenimento di un corretto stile di vita che includa sonno regolare, dieta equilibrata e attività fisica moderata.
L’influenzometro del pediatra Farnetani per distinguere l’influenza da altri virus
Con l’aumento dei casi di infezioni respiratorie stagionali e la diffusione della variante K, il pediatra Italo Farnetani ha messo a punto un innovativo strumento di autovalutazione denominato “influenzometro”. Questo test, basato su una serie di domande sui sintomi e sul contesto temporale, aiuta a distinguere se un quadro clinico è riconducibile all’influenza o ad altri virus respiratori meno pericolosi.
L’influenzometro valuta vari fattori, tra cui:
– periodo di insorgenza della malattia,
– tipo e localizzazione del dolore,
– entità e durata della febbre,
– presenza di fastidi oculari,
– condizioni della pelle e della mucosa,
– caratteristiche della tosse e del mal di gola,
– sintomi gastrointestinali e stato generale.
Secondo Farnetani, questo strumento è particolarmente utile durante il periodo natalizio e l’inizio dell’anno, quando eventi sociali e spostamenti aumentano il rischio di contagio. Resta comunque imprescindibile il consulto medico per una diagnosi e un trattamento appropriati.
Vaccino e difese immunitarie: il punto del professor Ciccozzi
Il professor Ciccozzi, che vanta un’esperienza pluridecennale nella ricerca epidemiologica e virologica con oltre 560 pubblicazioni internazionali e numerosi riconoscimenti scientifici, tra cui il premio Anassilaos e l’onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana, chiarisce alcuni aspetti fondamentali riguardo al vaccino antinfluenzale 2025-2026.
La variante K presenta sette mutazioni genetiche nella proteina emoagglutinina (Ha), che le consentono di sfuggire in parte alla protezione vaccinale. Tuttavia, il vaccino resta efficace nel mitigare la gravità della malattia e nel limitare la diffusione del virus. Vaccinarsi non solo protegge gli individui più vulnerabili, ma contribuisce anche a ridurre la pressione sul sistema sanitario durante il picco influenzale, previsto per fine gennaio.
Il ricercatore ribadisce inoltre che l’uso sconsiderato di antibiotici è da evitare, in quanto inefficaci contro i virus influenzali, salvo che non si manifestino complicanze batteriche, sempre sotto prescrizione medica.
Il contesto attuale e le misure raccomandate
Con l’avvicinarsi del picco influenzale e la circolazione simultanea di numerosi virus respiratori, la situazione richiede attenzione da parte della popolazione. Il brusco calo delle temperature e la permanenza in ambienti chiusi favoriscono la trasmissione dei patogeni, rendendo indispensabile l’adozione di misure preventive mirate.
Tra queste, oltre alla vaccinazione, si consiglia di mantenere una corretta aerazione degli ambienti domestici e di lavoro, evitando il surriscaldamento eccessivo e utilizzando umidificatori o semplici accorgimenti come l’asciugamano bagnato sui radiatori per contrastare l’aria secca.
È fondamentale che bambini, anziani e soggetti fragili vengano tutelati con attenzione particolare, riducendo i contatti a rischio e osservando scrupolosamente le indicazioni sanitarie.
L’esperienza accumulata durante la pandemia da Covid-19 rappresenta una preziosa guida per affrontare questa nuova sfida influenzale, nella consapevolezza che prevenzione, tempestività e responsabilità individuale restano le armi più efficaci per limitare l’impatto della variante K.





