Roma, 8 gennaio 2026 – Michael Greger, medico e divulgatore scientifico statunitense noto per il suo impegno nella promozione di una dieta vegetale integrale e socio fondatore dell’American College of Lifestyle Medicine, continua a sottolineare l’importanza di adottare uno stile di vita sano nella mezza età per allungare la vita e migliorarne la qualità. Nel suo libro “Come non invecchiare” (Baldini+Castoldi) e nelle recenti interviste, Greger illustra come quattro semplici cambiamenti possano ridurre del 40% il rischio di mortalità nei successivi quattro anni, anche se intrapresi tra i 45 e i 64 anni.
I quattro pilastri per ridurre del 40% il rischio di morte tra i 45 e i 64 anni
Secondo Greger, basta rispettare quattro fondamentali abitudini per rallentare significativamente l’insorgenza di malattie croniche e allungare la vita biologica fino a dieci anni in più. Il primo è consumare cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura, preferibilmente variando le famiglie botaniche: uno studio da lui citato evidenzia che chi mangia vegetali di almeno 18 famiglie diverse presenta meno danni al DNA rispetto a chi limita la scelta a pochi tipi di verdure. Il secondo è camminare circa venti minuti al giorno, un’attività fisica moderata ma costante che migliora la salute cardiovascolare e metabolica. Terzo, mantenere un peso corporeo sano senza ricorrere a diete drastiche, ma privilegiando l’equilibrio nutrizionale. Quarto e ultimo, evitare completamente il fumo, il principale nemico della rigenerazione cellulare.
Benefici comprovati e impatto sulla salute pubblica
Greger sottolinea come questi quattro fattori siano responsabili del 78% del rischio di malattie croniche più diffuse. Osservando attentamente la letteratura scientifica, evidenzia che il rispetto di tali regole può ridurre di oltre il 90% il rischio di diabete, più dell’80% quello di infarto, dimezzare il rischio di ictus e abbassare di oltre un terzo il rischio complessivo di cancro. La scienza conferma inoltre che chi segue questi comportamenti arriva a invecchiare con un profilo biologico simile a quello di una persona 14 anni più giovane. Anche chi assume farmaci per ipertensione o colesterolo ottiene benefici sostanziali da uno stile di vita sano, con effetti positivi sulla mortalità.
La genetica conta meno delle scelte personali
Un dato incoraggiante riguarda l’influenza della genetica: secondo Greger, incide solo per il 15-30% sulla durata della vita, mentre il restante 70-85% dipende dalle nostre abitudini quotidiane. Perfino chi ha superato i 75 anni può guadagnare ulteriori 18 mesi di vita sana seguendo uno stile di vita equilibrato, riducendo il rischio di disabilità e malattie degenerative come artrite e demenza.
Greger suggerisce infine una lista alimentare ideale: verdure a foglia verde per proteggere cuore e cervello, mezza porzione di noci al giorno per ridurre del 15% il rischio di morte prematura, legumi e cereali integrali come base della dieta e una riduzione del consumo di proteine animali per rallentare i processi di invecchiamento.
L’approccio proposto da Michael Greger si fonda su evidenze scientifiche consolidate e invita a considerare l’invecchiamento non come un destino ineluttabile, ma come un processo modulabile dalle scelte di ogni individuo.






