Crans-Montana, Svizzera – 6 gennaio 2026. La località alpina di Crans-Montana, nel Canton Vallese, si trova ancora sotto shock dopo la tragedia che ha colpito il suo cuore nella notte del 1º gennaio 2026. Un incendio devastante nel locale Le Constellation ha provocato la morte di 40 persone, quasi tutte adolescenti, e il ferimento di altre 116. Questo evento ha scosso profondamente la comunità e riaperto il dibattito sul comportamento dei giovani coinvolti e sulla sicurezza nei luoghi pubblici.
La tragedia a Crans-Montana: un dramma che interpella tutti
Crans-Montana è un comune svizzero noto per la sua vocazione turistica e sportiva, situato a 1.495 metri di altitudine, con una popolazione di circa 10.700 abitanti. Nato nel 2017 dalla fusione di quattro comuni, è celebre per la sua stazione sciistica, i suoi eventi internazionali come il Caprices Festival e per aver ospitato competizioni sportive di rilievo come i Campionati mondiali di sci alpino e il prestigioso torneo di golf Omega European Masters-PGA. La località è frequentata da un pubblico internazionale, soprattutto durante il periodo invernale, e vanta un’offerta ricettiva e di intrattenimento molto sviluppata.
La notte di Capodanno, tuttavia, ha visto trasformare questa meta di svago in teatro di un’incidente drammatico che ha lasciato una ferita aperta nella comunità. La domanda che molti si sono posti riguarda il motivo per cui, durante l’incendio, i giovani non siano fuggiti immediatamente ma abbiano continuato a riprendere con i loro smartphone. Una riflessione profonda, proposta da esperti e psicologi, evidenzia come questo comportamento sia tipico degli adolescenti, la cui percezione del pericolo e della realtà è ancora in formazione. L’uso compulsivo delle tecnologie digitali e la voglia di condividere ogni momento, anche quelli tragici, rappresentano un fenomeno sociale che coinvolge non solo i giovani ma l’intera società.






