Washington, 5 gennaio 2026 – Le recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sull’uso quotidiano di dosi elevate di aspirina hanno riacceso il dibattito medico e pubblico riguardo a questo farmaco, antico ma spesso frainteso. Trump ha infatti affermato di assumere una dose giornaliera di 325 mg di acido acetilsalicilico, quattro volte superiore alla cosiddetta “bassa dose” raccomandata, per “fluidificare il sangue“. Ma quali sono le reali proprietà dell’aspirina? Quando è davvero utile e quando può risultare rischiosa? Un approfondimento aggiornato, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e dei fatti più recenti riguardanti Trump.
Il meccanismo d’azione e l’uso corretto dell’aspirina
L’aspirina (acido acetilsalicilico) è un farmaco appartenente alla famiglia dei FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) con potenti proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche. Tuttavia, il suo effetto non consiste nel “fluidificare” il sangue nel senso comune del termine, ma nell’inibizione irreversibile delle piastrine, bloccando l’enzima cicloossigenasi-1 (COX-1) e riducendo la sintesi di trombossano A2, che promuove l’aggregazione piastrinica. Questo effetto antiaggregante è fondamentale per prevenire la formazione di trombi, riducendo il rischio di infarti e ictus ischemici, ma comporta un incremento del rischio emorragico, specie a livello gastrointestinale e intracranico.
La dose raccomandata per la prevenzione cardiovascolare è in genere compresa tra 75 e 100 mg al giorno (81 mg negli USA), ossia molto inferiore ai 325 mg assunti da Trump. Dosaggi più elevati non offrono un vantaggio cardiovascolare superiore, ma aumentano sensibilmente il rischio di sanguinamenti. Questa indicazione è supportata dalle linee guida europee e statunitensi aggiornate negli ultimi dieci anni, che scoraggiano l’uso cronico ad alto dosaggio, soprattutto in pazienti anziani.

Aspirina: quando è indicata e quando è sconsigliata
La letteratura scientifica distingue chiaramente tra prevenzione secondaria e primaria nell’uso dell’aspirina. La prevenzione secondaria riguarda pazienti con eventi cardiovascolari pregressi (infarto, ictus, interventi coronarici) dove l’aspirina mostra un beneficio consolidato e documentato da numerose meta-analisi pubblicate su riviste internazionali come The Lancet e New England Journal of Medicine.
Al contrario, la prevenzione primaria, ossia l’assunzione di aspirina in soggetti senza precedenti cardiovascolari, è molto più controversa. Studi recenti, tra cui ASPREE, ARRIVE e ASCEND, hanno evidenziato che in adulti sani o a rischio moderato il beneficio cardiovascolare è minimo e spesso bilanciato o superato dall’aumento delle complicanze emorragiche. Di conseguenza, le linee guida della U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) 2022 sconsigliano l’inizio di terapia con aspirina per prevenzione primaria oltre i 60 anni di età, mentre tra i 40 e i 59 anni la decisione deve essere personalizzata e condivisa con il medico.
Nel contesto attuale, Trump, classe 1946 e quindi 79enne, rientra nella fascia d’età per cui la scienza suggerisce cautela o addirittura sospensione della terapia, a meno di condizioni cliniche ben definite. Il suo rifiuto di ridurre la dose giornaliera a quella più bassa raccomandata rappresenta quindi un comportamento in contrasto con le evidenze mediche attuali.
Effetti collaterali e rischi dell’aspirina ad alto dosaggio
L’aspirina non è un farmaco privo di rischi, specialmente in dosi elevate e in uso prolungato. L’effetto antiaggregante può provocare sanguinamenti gastrointestinali, ulcere, emorragie intracraniche e manifestazioni di fragilità capillare, come mostrano i frequenti lividi sulle mani riportati dal presidente Trump. Tali lividi sono un segnale tipico di terapia antiaggregante protratta e non devono essere sottovalutati.
Per quanto riguarda il gonfiore alle caviglie, la Casa Bianca ha parlato di insufficienza venosa cronica, condizione comune negli anziani e favorita dalla scarsa attività fisica. Sebbene in alcuni casi l’aspirina possa essere un supporto, le linee guida indicano come trattamenti fondamentali la compressione elastica, il movimento e il controllo del peso. Trump ha ammesso di non utilizzare le calze compressive perché “non gradite”, una scelta che si discosta dalle raccomandazioni cliniche.
L’assunzione di aspirina è controindicata in presenza di ulcera peptica attiva o pregressi sanguinamenti gastrointestinali, anemia da sanguinamento cronico, allergia ai FANS, insufficienza renale grave, ritenzione idrica ed edema periferico, soprattutto negli anziani, e in associazione non controllata con anticoagulanti. Nelle persone anziane, la decisione di prescrivere aspirina deve essere altamente personalizzata, tenendo conto della fragilità, delle comorbidità e dell’aspettativa di vita.

Donald Trump: aggiornamenti sulla salute e politica
Donald John Trump, nato nel 1946, è attualmente il 47º Presidente degli Stati Uniti, dopo aver già ricoperto tale ruolo dal 2017 al 2021. La sua figura pubblica è spesso al centro di controversie, anche per quanto riguarda la gestione della propria salute. Le sue dichiarazioni sull’assunzione di 325 mg di aspirina al giorno e le conseguenti manifestazioni di lividi sulle mani hanno sollevato molte perplessità in ambito medico. Inoltre, nel corso della sua carriera politica, Trump ha spesso ignorato o contestato le raccomandazioni di esperti in ambito sanitario, come durante la pandemia di COVID-19.
Il suo patrimonio personale stimato nel 2025 si aggira intorno ai 5,9 miliardi di dollari. Politicamente, Trump è noto per posizioni populiste, nazionaliste e protezionistiche, nonché per un uso intensivo dei social media per diffondere messaggi, spesso controversi o non supportati da fonti verificate. Dopo la sconfitta nel 2020, ha contestato i risultati delle elezioni, portando a numerosi ricorsi legali respinti. Nel 2024 è stato rieletto presidente, diventando il secondo nella storia americana a ricoprire due mandati non consecutivi.
Sul fronte della politica energetica e ambientale, Trump ha adottato una linea scettica rispetto al cambiamento climatico, promuovendo un rilancio dell’industria del carbone e cancellando molte delle restrizioni ambientali introdotte dall’amministrazione precedente. Queste scelte hanno avuto ripercussioni a livello globale, mettendo in discussione gli impegni presi dagli Stati Uniti nell’ambito degli accordi di Parigi sul clima.
L’uso dell’aspirina da parte di Trump, con una dose elevata e prolungata nel tempo, mette in evidenza un problema più ampio: la necessità di una costante rivalutazione delle terapie farmacologiche, soprattutto negli anziani, per bilanciare benefici e rischi in modo personalizzato e aggiornato alle più recenti evidenze scientifiche.






