Roma, 17 gennaio 2026 – In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario federale della Lega per Salvini Premier, ha ribadito con fermezza la sua posizione contraria agli aiuti militari all’Ucraina, confermando una linea coerente e personale da tempo espressa.
Vannacci conferma il no agli aiuti militari a Kiev
Vannacci ha dichiarato: “Non capisco dove sia la sorpresa. Ho sempre detto di essere contrario agli aiuti militari all’Ucraina. La guerra non ci ha portato nulla di buono, non la vogliono più nemmeno gli ucraini“. Ha inoltre sottolineato di non essere in dissenso con nessuno, ma di essere “coerente con me stesso“, definendosi “non addomesticabile” e non una “pecora che risponde al fischio del pastore“. L’ex generale ha ribadito di non aver mai cambiato idea su questo tema: “Non ho sostenuto una posizione per mesi e poi votato in senso contrario. Non ho detto ‘Basta armi’ e poi dato via libera a nuovi aiuti militari“.
L’eurodeputato ha poi evidenziato il costo che il conflitto ha avuto per l’Italia: “La guerra tra Russia e Ucraina non ha portato nulla di buono al nostro Paese: meno commercio, meno ricchezza, caro vita eccessivo“. Vannacci ha concluso affermando che, di fronte alla situazione attuale, “o si cambia strategia oppure dobbiamo entrare in guerra con la Russia, con l’Unione europea e la Nato. Non si può continuare ad avere un approccio bellicista e poi rinunciare a quello che è effettivamente la guerra“.

Posizione politica e futuro nella Lega
Questionato sull’ipotesi di creare un partito autonomo con parlamentari leghisti, Vannacci ha liquidato la questione come “speculazioni politiche” e “chiacchiere che sento da un anno e mezzo“. Nato a La Spezia nel 1968, con una lunga carriera militare alle spalle – tra cui il comando del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” e della Brigata “Folgore” – Vannacci è entrato in politica ufficialmente nel 2024, venendo eletto europarlamentare e successivamente assumendo la carica di vicesegretario federale nel maggio 2025.
La sua posizione sul conflitto ucraino si inserisce in un contesto politico più ampio che vede la Lega per Salvini Premier mantenere un approccio critico verso il coinvolgimento militare italiano nel conflitto, mentre l’opinione pubblica e la politica nazionale continuano a dibattere sul ruolo dell’Italia nel sostegno a Kiev.






