Milano, 18 febbraio 2026 – Nuovi dettagli emergono nel processo in corso a Milano riguardante il complesso edilizio di via Crescenzago e i progetti urbanistici connessi al parco Lambro. Al centro dell’attenzione, le testimonianze e le tensioni in aula, che hanno svelato le dinamiche e le preoccupazioni legate alla trasformazione urbanistica di una zona delicata della città.
Sei grattacieli a parco Lambro: il rischio di una “Central Park” milanese
Durante l’udienza, Michele Sacerdoti, consigliere del Municipio 3 e vicepresidente della commissione ambiente e territorio, ha descritto con chiarezza la situazione che avrebbe potuto concretizzarsi. Sacerdoti ha spiegato che la sua preoccupazione non riguardava solo il complesso di via Crescenzago, composto da due torri e un edificio, ma soprattutto gli ulteriori quattro progetti in fase di pianificazione, che avrebbero portato a un totale di sei grattacieli attorno al parco Lambro. Questa concentrazione avrebbe trasformato l’area in un vero e proprio “Central Park” milanese, con un impatto visivo notevole e un aumento significativo della popolazione residente.
Nel corso della testimonianza, Sacerdoti ha ricordato che si era tentato di fermare la costruzione delle nuove torri, ora bloccate, attraverso una serie di interventi, incluso uno studio d’area commissionato dall’allora assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi. Questo studio, pur non vincolante, forniva indicazioni di massima per stabilire limiti di altezza e contenere l’aumento demografico.
Sacerdoti ha inoltre evidenziato come, dopo la riforma del 2016 che ha sostituito le zone con i municipi e introdotto un nuovo regolamento urbanistico, il Municipio 3 sia stato escluso da qualsiasi comunicazione preventiva sui progetti edilizi, perdendo così il suo ruolo di parere vincolante che aveva in precedenza.
Tensioni in aula e ruolo di Alberto Roccella
L’udienza ha visto momenti di forte tensione tra accusa e difesa, con la giudice Cristina Dani più volte chiamata a richiamare all’ordine i presenti. Uno degli scontri più accesi ha riguardato la convocazione di Alberto Roccella, ex docente di urbanistica. La pubblica accusa lo ha presentato come testimone, mentre la difesa sosteneva che avrebbe dovuto partecipare come consulente tecnico. Dopo un botta e risposta e l’intervento della giudice, Roccella è stato congedato con un invito a presentare una memoria scritta.
Nel frattempo, l’inchiesta ha coinvolto anche l’ex assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi, figura chiave della pianificazione urbana milanese, noto per la sua visione strategica e per aver gestito progetti emblematici come Porta Nuova, CityLife ed Expo 2015. Tancredi, che ha recentemente ricoperto il ruolo di assessore alla rigenerazione urbana, ha espresso in passato il timore che Milano potesse trasformarsi in una città dominata da grattacieli e centri commerciali, con criticità legate al mantenimento dell’equità sociale e dell’identità storica della città.
Il processo sulle Park Towers e i progetti edilizi a ridosso del parco Lambro continua a rappresentare un momento cruciale per l’urbanistica milanese, con implicazioni importanti per il futuro sviluppo della città e la tutela degli spazi verdi.






