Torino, 13 marzo 2026 – Nel capoluogo piemontese cresce l’allarme legato alla diffusione del crack, una dipendenza che presenta caratteristiche molto diverse da quelle dell’eroina e che sta generando nuove sfide per i servizi sanitari e sociali cittadini. Durante una conferenza stampa, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Claudio Cerrato, ha evidenziato come l’assenza di protocolli strutturati per contrastare questa emergenza stia spingendo verso soluzioni di riduzione del danno, in particolare la distribuzione di pipette sterili per limitare i rischi sanitari associati al consumo.
Emergenza crack a Torino
Cerrato ha sottolineato che questa iniziativa, già avviata in parte dall’Asl, mira a prevenire la diffusione di malattie trasmissibili e rappresenta un primo passo per agganciare i consumatori e inserirli in percorsi di assistenza. “Dopo lo sgombero della Gondrand – ha spiegato – se non si attuano misure di inclusione e supporto, si rischia la recidiva dei reati legati alla dipendenza”. La distribuzione di pipe è uno dei nove punti della mozione presentata dal Pd, che comprende anche unità mobili e servizi a bassa soglia, strumenti che facilitano il contatto diretto con le persone più vulnerabili.
A ribadire l’efficacia di questo approccio è stata anche Isabella Martelli, consigliera Pd della sesta circoscrizione, che ha chiarito come si tratti di un modello europeo consolidato, adottato con successo in paesi come Francia, Svizzera e Belgio. Teresa Vercillo, segretaria del Circolo Pd Torino 6 Barriera di Milano-Falchera, ha inoltre precisato che “nessuno sta promuovendo l’uso di sostanze, ma si tratta di un metodo per favorire un uso consapevole e intervenire tempestivamente”.
Il dibattito nazionale
La proposta torinese si inserisce in un contesto più ampio di dibattito che ha coinvolto altre città italiane, come Bologna, dove la distribuzione di pipe sterili ai consumatori di crack ha suscitato forti reazioni politiche. Il centrosinistra, rappresentato da esponenti come Giorgia De Giacomi, ha difeso questa strategia come una misura di salute pubblica e un punto di contatto fondamentale per offrire supporto e prevenzione sanitaria, mentre il centrodestra ha espresso critiche, ritenendo che tale approccio possa rappresentare una “resa” e sottolineando la necessità di investire maggiormente in percorsi di recupero e contrasto alla criminalità.
Andrea Fossati, capogruppo Pd a Bologna, ha risposto alle polemiche sottolineando che la distribuzione di dispositivi sanitari per la riduzione del danno non incentiva l’uso di sostanze, ma tutela la salute delle persone più fragili e riduce i costi sociali. Ha inoltre ribadito il rispetto dovuto agli operatori sanitari e ai volontari impegnati nel fronteggiare quotidianamente il fenomeno della dipendenza, definendo “fuorviante” ogni accusa di favoreggiamento dell’uso di droga.
In questo scenario, Torino si muove per adottare strategie simili, convinta che la combinazione di prevenzione, inclusione sociale e riduzione del danno rappresenti una risposta concreta all’emergenza crack che sta colpendo la città.






