Roma, 3 febbraio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’importanza di garantire la sicurezza nelle manifestazioni pubbliche senza tuttavia limitare il diritto a manifestare, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero e arricchita da ulteriori dettagli emersi dal recente vertice sulla sicurezza a cui ha partecipato da remoto.
Tajani, sicurezza nelle manifestazioni e tutele per le forze dell’ordine
Secondo Tajani, è fondamentale garantire la sicurezza “sia quella delle manifestazioni, sia la sicurezza in generale, che riguarda dal controllo delle baby gang all’uso dei coltelli da parte dei giovani”. Il ministro ha sottolineato come i lavori sul decreto sicurezza siano ancora in corso, evidenziando la necessità di tutelare le forze dell’ordine per evitare il ripetersi di eventi come gli scontri preordinati di Torino.
In questo senso, si sta lavorando per impedire la partecipazione a manifestazioni violente a chi ha precedenti penali, in modo simile a quanto già avviene con gli ultrà negli stadi. Tajani ha anche aperto alla possibilità di introdurre misure come il fermo preventivo o la richiesta di cauzione per gli organizzatori, purché nel rispetto della Costituzione.
Il ministro ha inoltre precisato che uno “scudo” legale per le forze dell’ordine è necessario per evitare che agenti subiscano conseguenze ingiuste che possano influire negativamente sulla loro carriera e vita privata. “Il far west si crea se le forze dell’ordine non otterranno tutele”, ha aggiunto.

Le sfide di sicurezza per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Con l’avvicinarsi dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026, Tajani ha espresso la preoccupazione per un “innalzamento del livello di scontro” da parte dell’ultrasinistra, con azioni considerate “del tutto premeditate”. Per contrastare questo fenomeno, il ministro ha proposto l’adozione di una sorta di “Daspo”, misura che vieta ai soggetti violenti di partecipare agli eventi pubblici, richiamandosi all’esperienza negli stadi.
Ha inoltre definito “ridicola” la strumentalizzazione delle polemiche relative alla presenza di funzionari dell’Ice nella delegazione americana, specificando che si tratta di tre funzionari operanti all’interno del consolato.
Il ministro ha infine sottolineato l’impegno del governo per una politica di sicurezza condivisa con tutte le forze politiche e ha ribadito l’importanza del dialogo anche sul piano internazionale, auspicando negoziati tra Stati Uniti e Iran per evitare escalation militari.






