Roma, 26 gennaio 2026 – Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso un giudizio aperto sulla possibilità che Donald Trump possa candidarsi al premio Nobel per la pace. Intervistato a Ping Pong su Rai Radio1, Tajani ha spiegato che se il presidente americano riuscisse a facilitare un accordo di pace a Gaza e contemporaneamente a mediare per la pace in Ucraina, allora avrebbe i titoli per il riconoscimento internazionale. “Vediamo come evolverà la situazione, ma se riuscisse a fare queste due mediazioni e a portare la pace sia in Ucraina sia a Gaza, avrebbe sicuramente i titoli”, ha aggiunto Tajani, rispondendo a una domanda di Annalisa Chirico sull’ipotesi di candidatura sostenuta dall’Italia.
Italia pronta a sostenere sanzioni contro l’Iran
Commentando le violenze in Iran, Tajani ha paragonato i numeri dei morti alle tragedie di Gaza. “Se i dati sono quelli che stanno emergendo, con oltre 30mila morti, siamo ai livelli di Gaza”, ha dichiarato. Il ministro ha anticipato che in occasione del Consiglio Affari Esteri di giovedì l’Italia si schiererà a favore di sanzioni nei confronti dei responsabili. Tajani ha inoltre precisato che si sta valutando l’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, sottolineando la gravità della repressione delle proteste.
Crans-Montana, Tajani chiede rispetto per le vittime
Sul caso di Crans-Montana, Tajani ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire la memoria delle vittime. “Chiediamo che si faccia piena luce e che non venga offesa la memoria di questi ragazzi”, ha detto, criticando le liberazioni ritenute premature, con rischio di fuga e di inquinamento delle prove. Il ministro ha aggiunto che garantismo e responsabilità non sono in contrasto: occorre evitare che chi ha responsabilità oggettive possa sottrarsi alla giustizia.
Abusi dell’Ice negli Usa, Tajani sottolinea la differenza tra arresto e uccisione
Commentando le proteste negli Stati Uniti dopo l’uccisione di un cittadino americano da parte degli agenti dell’Ice, Tajani ha condannato gli abusi evidenziati dalle immagini. “Tra arrestare una persona armata e ucciderla c’è una bella differenza”, ha osservato. Il ministro ha sottolineato che anche alla Casa Bianca sembra esserci consapevolezza della delicatezza della situazione, ribadendo la necessità di distinguere tra azioni legittime e violazioni dei diritti.
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