Roma, 1 marzo 2026 – Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fornito oggi un aggiornamento dettagliato sulla situazione in Medio Oriente, in particolare dopo l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nel corso di un punto stampa tenuto alla Farnesina, Tajani ha sottolineato come il governo stia mantenendo un costante dialogo con i leader dell’opposizione, che hanno chiesto chiarimenti e informazioni sull’evolversi della crisi internazionale.
Tajani riferirà domani, lunedì 2 marzo, alle ore 15 davanti alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, alla luce dell’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La notizia è stata confermata da fonti parlamentari.
La presidente della Commissione Esteri del Senato, Stefania Craxi, dopo aver consultato il presidente di Palazzo Madama Ignazio La Russa e i capigruppo delle commissioni competenti, ha convocato una seduta congiunta per un’informativa urgente del titolare della Farnesina, prevista per domani pomeriggio alle 15.
Tajani pronto a riferire in Parlamento sulla crisi in Medio Oriente
Il ministro ha confermato la propria disponibilità a riferire davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato, come richiesto dalla presidente di commissione, Elisabetta Casellati. “Stamattina mi ha chiamato la presidente Craxi per chiedermi se ero pronto a riferire alle commissioni Esteri e Difesa al Senato. Ho dato la mia disponibilità, quindi non c’è problema”, ha spiegato Tajani al termine di una videoconferenza con gli ambasciatori italiani del Medio Oriente. Durante l’incontro si è valutato l’andamento delle operazioni militari nella regione, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini italiani presenti nei Paesi coinvolti.
In questo contesto, Tajani ha annunciato la costituzione di una ‘Task Force Golfo’ presso il ministero degli Esteri, che andrà a potenziare il lavoro dell’Unità di Crisi e a sostenere le ambasciate e i consolati impegnati nell’assistenza ai connazionali bloccati nella regione. La task force si occuperà di coordinare i contatti con i governi del Golfo e le compagnie aeree, che stanno collaborando per garantire alloggi e supporto logistico ai cittadini italiani in attesa di poter rientrare in patria.
La situazione del ministro della Difesa Crosetto
Rispondendo a una domanda sulla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Dubai, Tajani ha dichiarato di non essere stato preventivamente informato della sua permanenza negli Emirati Arabi Uniti, dove i voli sono sospesi fino al 7 marzo. “Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo. Io personalmente non lo sapevo, è partito prima,” ha detto il ministro degli Esteri. La presenza di Crosetto a Dubai è emersa in un momento delicato, segnato dalla sospensione temporanea dei collegamenti aerei nella regione.
Inoltre, Tajani ha reso noto di aver avuto un colloquio telefonico con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ringraziandolo per la sicurezza e l’assistenza garantita ai cittadini italiani presenti nel Paese. “Gli ho espresso gratitudine e solidarietà per gli attacchi che stanno subendo anche in questi momenti dall’Iran,” ha scritto Tajani in un post su X, evidenziando l’impegno dell’ambasciata italiana a Doha e il sostegno agli italiani, compresi i militari nella base di Al Udeid.
Tajani: “Preoccupati per gli italiani che devono rientrare”
“Non siamo preoccupati per l’incolumità, siamo preoccupati per l’alto numero di italiani concentrati negli Emirati Arabi che devono rientrare nel Paese. Al momento non ci sono gravi pericoli per l’incolumità, perché sono seguiti dalle autorità emiratine, e da tutti quanti noi, dall’ambasciata, dal consolato”, ha sottolineato Tajani, spiegando che negli Emirati si trovano circa 20mila italiani residenti e un migliaio di turisti. “Quando arrivano i droni, le persone vanno sempre nei garage, e quindi l’invito è quello di non affacciarsi e di non andare per strada. Questo vale per tutti gli italiani che sono nell’area mediorientale. Come numeri ci preoccupano quelli dei civili, soprattutto a Dubai, perché ci sono anche tanti minorenni soli, in viaggio con la scuola”.
Tajani: “Senza Khamenei la situazione cambia”
Nel corso di un collegamento con “l’accademia della libertà”, Tajani ha dichiarato “viviamo un momento complicato”, sottolineando che “con la chiusura dello stretto di Hormuz si rischia di provocare danni economici”. Il ministro ha poi fatto il punto della situazione su quanto sta avvenendo all’interno della politica iraniana: “Non c’è più Khamenei, adesso c’è una sorta di guida temporanea, poi il Consiglio degli esperti dovrà eleggere la nuova guida”. Tajani ha aggiunto che “adesso c’è in fase temporanea, vediamo quanto durerà, quali saranno ancora poi gli esiti della guerra. Certamente, finito un leader che aveva guidato per decenni l’Iran, qualche cosa accadrà. La situazione sta cambiando perché ci sono anche per strada manifestazioni contrapposte, sia di chi sostiene il regime sia chi si oppone. Stiamo vedendo, c’è una situazione in movimento ma non è più quella di prima”.
Tajani ha poi sottolineato quanto segue: “Noi con l’Iran abbiamo avuto sempre un dialogo, ma certamente la repressione violenta con migliaia di morti da parte dei pasdaran durante le manifestazioni di piazza ha costretto l’Italia avere una posizione più rigida. E quindi – ha continuato – insieme agli altri Paesi europei abbiamo deciso di infliggere sanzioni e abbiamo deciso di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche”.
Parlando della durata degli attacchi americani e israeliani, il ministro ha chiarito che dipenderà dalle scelte dell’Iran.
La task force Golfo
Alla Farnesina è operativa una Task Force Golfo composta da 50 persone impegnate a gestire migliaia di richieste di assistenza da parte degli italiani presenti in Medio Oriente. L’unità, istituita dalla Direzione generale per gli italiani all’estero insieme all’Unità di crisi, ha l’obiettivo di fornire supporto ai connazionali residenti o di passaggio nell’area, inclusi turisti e lavoratori.
A spiegare il funzionamento della struttura è Tajani. La task force, ha precisato, risponde allo stesso numero dell’Unità di crisi (0636225), ma dispone di un centralino dedicato che smista le chiamate e coordina l’attività delle ambasciate sul territorio.
“Cerchiamo di raggiungere i nostri connazionali in ogni modo e di assisterli nella migliore maniera possibile”, ha dichiarato Tajani, sottolineando l’elevato volume di richieste che stanno arrivando al ministero. Le telefonate sono decine di migliaia e riguardano situazioni molto diverse: da casi personali urgenti alle richieste di informazioni per eventuali partenze dall’area.
Il ministro ha inoltre evidenziato che l’assistenza riguarda anche cittadini che necessitano di medicinali o supporto sanitario. La riunione svolta in mattinata, ha concluso, è stata fortemente operativa e finalizzata a coordinare al meglio gli interventi di assistenza.






