Bruxelles, 16 marzo 2026 – Il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, ha commentato oggi a Bruxelles la recente polemica riguardante il viceministro Cirielli, definendola «inutile». Il tema è sorto a seguito dell’incontro tra Cirielli e un ambasciatore accreditato presso la Repubblica italiana, un gesto che Tajani ha sottolineato come perfettamente conforme alle norme diplomatiche vigenti. Ha inoltre confermato che l’Italia non ha interrotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa.
Tajani: “Polemica su Cirielli priva di fondamento”
Il ministro ha ribadito che l’incontro diplomatico effettuato dal viceministro Cirielli rientra nelle consuete attività istituzionali. «Si tratta di una polemica inutile perché il viceministro ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica italiana», ha precisato. Questa dichiarazione arriva in un contesto internazionale di particolare sensibilità nei rapporti con la Russia, tuttavia l’Italia mantiene aperti i canali diplomatici.
Missioni europee nel Mar Rosso e nello stretto di Hormuz
Sempre a Bruxelles, Tajani ha espresso la posizione italiana riguardo alla missione europea Aspides, che opera nel Mar Rosso per contrastare la pirateria. L’Italia si è detta favorevole a un suo rafforzamento, ma ha evidenziato la complessità di modificare il mandato per estenderlo a un intervento nella delicata area dello stretto di Hormuz. «Continueremo a lavorare in quella direzione, siamo disposti anche a rinforzare la missione Aspides e la missione Atalanta. Però non mi pare che siano missioni che si possono allargare allo stretto di Hormuz, anche perché sono missioni che hanno compiti specifici, l’una anti-pirateria e l’altra difensivo», ha spiegato Tajani.
Inoltre, il ministro ha voluto ricordare, a 48 anni dal rapimento di Aldo Moro, «uno dei momenti più bui della storia repubblicana». Tajani ha onorato la memoria di Moro e degli agenti di polizia e carabinieri caduti nell’agguato del 16 marzo 1978, sottolineando che il loro sacrificio resta un monito contro ogni forma di violenza e un richiamo a rinnovare l’impegno per una società più giusta e democratica.





