Palermo, 17 gennaio 2026 – In un contesto internazionale sempre più teso e in evoluzione, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso chiaramente la posizione italiana su due temi di grande attualità: la presenza militare nella Groenlandia e la riforma della giustizia interna.
La posizione italiana sulla Groenlandia e la Nato
Intervenuto a Palermo, Tajani ha ribadito che la questione artica, compresa la Groenlandia, deve essere affrontata esclusivamente nell’ambito della Nato per garantire la sicurezza collettiva. «Abbiamo presentato ieri la strategia italiana dell’Artico – ha spiegato – Se la Nato chiederà delle presenze, saranno in base alla strategia Nato, ma presenze unilaterali con 10 o 20 soldati non servono a nulla. Non è questo il modo per affrontare il tema della sicurezza della Nato». Il ministro ha quindi escluso qualsiasi iniziativa militare isolata, sottolineando la necessità di un coordinamento multilaterale.

Questa presa di posizione italiana giunge in un momento di particolare attenzione internazionale sulla Groenlandia, territorio autonomo appartenente al Regno di Danimarca, ricco di risorse naturali e oggetto di interesse strategico per gli Stati Uniti che hanno manifestato ripetuti tentativi di acquisizione o di rafforzamento della loro presenza militare. Nonostante le pressioni americane, il governo groenlandese ha ribadito che «l’isola non è in vendita», mentre l’Unione Europea ha invitato al rispetto del diritto internazionale e alla stabilità nella regione.
Riforma della giustizia, Tajani: “No a magistrati politicizzati”
Sulla riforma della giustizia, Tajani ha sottolineato l’importanza di garantire un sistema giudiziario imparziale, lontano da qualsiasi politicizzazione. «Non vogliamo magistrati politicizzati – ha detto – i magistrati non possono aderire a correnti politiche, perché il magistrato è un servitore dello Stato e lo Stato deve essere imparziale. Non può esserci un magistrato di destra, uno di centro e uno di sinistra. Il magistrato è un magistrato». Il vicepremier ha inoltre precisato che la riforma approvata non mira a sottomettere la magistratura al potere politico, ma a rafforzarne l’indipendenza e a garantire la separazione dei poteri, principio fondamentale della democrazia occidentale.
Infine, Tajani ha chiarito che l’esito del referendum sulla giustizia non influenzerà la stabilità del governo: «Qualunque sia il risultato, il governo rimarrà in carica fino alla fine della legislatura». Un segnale di continuità politica in un periodo caratterizzato da ampie discussioni sulle riforme istituzionali e sulla politica estera italiana.





