Roma, 31 marzo 2026 – Un acceso dibattito politico e istituzionale si è aperto in seguito alla decisione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, di negare agli Stati Uniti l’autorizzazione al transito di velivoli militari dalla base di Sigonella, in Sicilia, per missioni in Iran. Il Movimento 5 Stelle (M5S) ha ribadito di aver già denunciato in passato la situazione legata all’uso della base e chiede ora alla Difesa chiarimenti dettagliati sull’accaduto.
M5S sollecita chiarimenti alla Difesa sulla vicenda Sigonella
I capigruppo M5S delle Commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti, hanno sottolineato come «sarebbe molto grave se fosse confermato che gli Stati Uniti non hanno richiesto l’autorizzazione all’Italia per il transito a Sigonella di velivoli in missione di guerra». Secondo la loro ricostruzione, ciò dimostrerebbe una presunta volontà statunitense di utilizzare le basi italiane oltre i limiti previsti dagli accordi bilaterali, confidando in una sorta di acquiescenza da parte del governo guidato da Giorgia Meloni. I parlamentari hanno ricordato di aver già denunciato in precedenza il transito di cacciabombardieri F-15 in assetto tattico, ossia da combattimento, senza che fosse chiaro quale fosse la loro destinazione, dato che le tracce radar si fermavano poco dopo la base siciliana.
L’interpellanza urgente presentata alla Difesa venerdì scorso, poche ore prima della decisione di Crosetto, aveva portato una smentita ufficiale da parte dell’Aeronautica Militare, definita però dal M5S come «inconciliante con le evidenze riportate». Ora il Movimento chiede di sapere quali velivoli fossero coinvolti e se davvero non sia stata inviata alcuna richiesta formale di autorizzazione da parte americana.
La decisione di Crosetto e le reazioni politiche
Il ministro Crosetto ha imposto il divieto di atterraggio a Sigonella perché mancava la consultazione preventiva prevista dagli accordi internazionali in vigore dal 1954. La notizia è stata confermata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, che ha informato il ministro non appena appresa la situazione, con i bombardieri Usa già in volo verso la base. Palazzo Chigi ha precisato che «l’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali vigenti» e che «i rapporti con gli Stati Uniti sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione».
Tuttavia, la decisione ha suscitato diverse reazioni politiche. Il deputato Pd Anthony Barbagallo ha definito la scelta di Crosetto «un fatto rilevante e corretto» ma ha chiesto un urgente chiarimento in Parlamento. Giuseppe Conte, leader del M5S, ha ribadito la necessità di un «atto dovuto imposto dalla Costituzione» e ha sollecitato un passo ulteriore del governo, invitandolo a negare anche il supporto logistico alle operazioni militari statunitensi. Critico anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato di necessità di «prendere una posizione chiara e netta contro le politiche di supremazia militare degli Stati Uniti».
Nel centrodestra, il presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha appoggiato la decisione, mentre il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi ha sottolineato che «l’Italia non è in guerra con l’Iran» e che ogni deroga ai trattati deve passare dal Parlamento. Anche Maurizio Lupi di Noi Moderati ha evidenziato l’importanza di mantenere una linea coerente e il rispetto degli accordi internazionali.
La situazione, che ricorda per certi aspetti la storica crisi di Sigonella del 1985, rimane in evoluzione e attende ulteriori chiarimenti ufficiali da parte del Ministero della Difesa.






