Roma, 22 gennaio 2026 – Nel dibattito politico italiano torna a farsi sentire la voce di Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico dal marzo 2023, nota per il suo impegno in tematiche sociali e per una visione progressista della politica nazionale. Recentemente, Schlein ha espresso dure critiche nei confronti del cosiddetto Board of Peace, definendolo come una sorta di “Onu a pagamento” modellata a favore degli interessi di Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti, al suo secondo mandato iniziato nel gennaio 2025.

Le critiche di Elly Schlein al Board of Peace
Durante un intervento televisivo a “Porta a Porta”, la segretaria del PD ha definito il Board of Peace un organismo che, a suo avviso, non rappresenta né gli interessi collettivi né quelli delle Nazioni Unite, ma piuttosto una piattaforma pensata per rafforzare le strategie geopolitiche di Trump e il suo approccio isolazionista e protezionista in politica estera. Schlein ha sottolineato come questa iniziativa rischi di minare la credibilità internazionale dell’ONU, trasformandola in uno strumento al servizio di una sola potenza globale, contravvenendo ai principi di cooperazione multilaterale e pace globale.
Questa posizione si inserisce nel quadro più ampio di una crescente critica dell’Europa e di forze politiche progressiste verso la politica estera americana sotto la guida di Trump, che ha caratterizzato entrambi i suoi mandati con decisioni controverse, come il ritiro da accordi internazionali fondamentali e l’adozione di misure unilaterali che hanno spesso generato tensioni diplomatiche.
Contesto internazionale e implicazioni politiche
Le dichiarazioni di Schlein si inseriscono in un momento di grande fermento politico internazionale, con un’attenzione particolare verso il ruolo degli Stati Uniti nel sistema multilaterale. L’accusa di trasformare organismi internazionali in strumenti di interesse nazionale solleva un tema delicato che riguarda l’equilibrio di potere tra le grandi potenze e la tenuta delle istituzioni globali.
Il dibattito sul Board of Peace riflette quindi le tensioni tra una visione sovranista, incarnata da Trump, e un’idea di cooperazione internazionale, fortemente sostenuta da molte forze politiche europee progressiste, rappresentate in Italia proprio da Schlein e dal Partito Democratico. Questo scontro ideologico avrà certamente ripercussioni sulle relazioni transatlantiche e sulla posizione italiana nel contesto diplomatico globale.






