Roma, 6 gennaio 2026 – Matteo Renzi, leader di Italia Viva, torna a esprimersi con fermezza sulle recenti vicende internazionali, in particolare sull’arresto dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e sul ruolo di Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti. In un post diffuso su X, Renzi ha ribadito la sua posizione critica verso Trump, ma ha sottolineato con decisione la sua soddisfazione per la fine della presidenza Maduro in Venezuela.
Matteo Renzi: “Non amo Trump ma sono felice che Maduro non sia più presidente”
Nel suo messaggio, Renzi ha chiarito: “Io non amo Trump, i suoi metodi e le sue idee. Ma sono felicissimo che Maduro non sia più il presidente del Venezuela”, accusando l’ex leader venezuelano di aver fatto uccidere oppositori e impoverito il suo popolo dopo aver truccato le elezioni. Renzi ha inoltre criticato chi paragonava il presidente degli Stati Uniti al dittatore venezuelano, definendo tali affermazioni “indegne” e invitando ad uno studio approfondito del diritto internazionale e della politica europea.

Il leader di Italia Viva ha ricordato il suo “sogno americano” ispirato a figure come Kennedy, Clinton e Obama, sottolineando la differenza con Trump, ma precisando che questo non deve tradursi in un sentimento antiamericano diffuso. Infine, Renzi ha annunciato che la partita politica su Trump si giocherà nei seggi delle elezioni di midterm di novembre 2026, lamentando una generale passività europea rispetto a questi temi.
Maduro arrestato a New York: condizioni critiche in carcere
L’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato e trasferito negli Stati Uniti nell’ambito dell’Operazione Absolute Resolve, che ha portato anche all’arresto di sua moglie Cilia Flores. Attualmente detenuti presso il Metropolitan Detention Center (MDC) di Brooklyn, noto come la “Guantanamo di New York” per le sue condizioni critiche, i coniugi Maduro affrontano un processo a New York. Il penitenziario federale è tristemente famoso per sovraffollamento, scarse condizioni igieniche e violenze interne.
Il MDC rappresenta un centro di detenzione “di passaggio” per detenuti di alto profilo, dove sono transitati personaggi come l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández e il boss della mafia Vincent Basciano. Le condizioni di detenzione sono state giudicate “pericolose e barbariche” da numerosi giudici federali, con episodi di mancanza di riscaldamento e blackout, oltre a frequenti episodi di violenza interna.
Matteo Renzi, nel suo post, ha espresso indignazione per le accuse di chi equipara Trump a Maduro, ma ha sottolineato la gravità della situazione venezuelana sotto il regime chavista, ora terminato con l’arresto del suo ultimo esponente di spicco.






