Roma, 6 febbraio 2026 – In una recente enews, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha espresso dure critiche nei confronti del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, mettendo in luce una gestione ritenuta insufficiente in relazione ai fondi e alle iniziative per la Sicilia, soprattutto in seguito ai danni causati dal ciclone Harry.
Renzi accusa Musumeci: “Danni non solo causati dal ciclone Harry”
Renzi ha ricordato come, durante la sua presidenza della Regione Sicilia, Musumeci non abbia speso i fondi del Patto per la Sicilia lasciati dal precedente governo. Inoltre, da ministro della Protezione Civile, Musumeci non avrebbe ripristinato il programma “Italia Sicura”, nonostante fosse stato impegnato in tal senso da una mozione bipartisan approvata in Aula. L’ex premier accusa il ministro di essere responsabile non solo di ciò che non ha fatto come governatore, ma anche di ciò che non ha realizzato come membro dell’esecutivo. Renzi ha sottolineato inoltre come Musumeci abbia difeso se stesso in Aula con arroganza, senza indicare soluzioni concrete, guadagnandosi così il titolo di “peggior ministro del Governo”, seppur con un riferimento ironico alla medaglia d’oro attribuita a Urso.
“A destra stanchezza, a sinistra primi segnali di risveglio”
Secondo Renzi, il quadro politico sta mostrando segnali di cambiamento che potrebbero incidere sugli equilibri futuri. Nella sua enews, il leader di Italia Viva parla di un centrodestra in affanno e di una sinistra che inizia a dare segnali di reazione, soprattutto sul tema della sicurezza.
Renzi cita l’uscita del generale Roberto Vannacci dalla Lega come un passaggio emblematico, osservando che non è chiaro se il centrodestra sceglierà di scaricarlo o se Giorgia Meloni, timorosa di una possibile sconfitta, tenterà di tenere insieme tutte le componenti della coalizione. A suo giudizio, Vannacci non propone nulla di nuovo, ma intercetta il malcontento di una parte dell’elettorato di destra, un bacino destinato ad ampliarsi.
Nel suo intervento, Renzi critica duramente l’azione del governo, sostenendo che la premier Meloni stia fallendo in modo evidente su sicurezza, stipendi e tasse. Da un lato, afferma, a sinistra emergono primi segnali di risveglio; dall’altro, nel centrodestra si avvertono segnali di stanchezza.
Guardando al futuro, l’ex premier prevede un 2026 politicamente rilevante e una competizione elettorale più aperta di quanto appaia oggi. Molto, sottolinea, si giocherà sulla sicurezza, ambito su cui il centrosinistra ha fatto bene a presentarsi unito. Renzi ribadisce infine che non servono riferimenti culturali o storici per chiarire che chi aggredisce un poliziotto è un criminale e non un rivoluzionario, invitando l’opposizione a incalzare il governo proprio su questo terreno.
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