Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso oggi all’Università di Sassari un deciso richiamo al voto contro la riforma della giustizia, in vista del referendum costituzionale previsto per il 22 e 23 marzo. Conte ha definito una possibile vittoria del No come un “sonoro schiaffo” al governo, accusato di concentrarsi su modifiche costituzionali utili a “tutelare la casta della politica”.
Referendum sulla giustizia: la posizione di Conte e la campagna del No
Nel corso dell’incontro a Sassari, Conte ha sottolineato come la riforma proposta rappresenti un tentativo del governo di rafforzare il proprio potere, soprattutto attraverso la modifica degli assetti della magistratura. In particolare, ha evidenziato che, oltre a colpire la magistratura, il governo mira a promuovere un sistema di premierato che aumenterebbe ulteriormente la concentrazione di poteri politici. Secondo Conte, la riforma costituisce il ritorno della “casta dei politici” e di chi vuole “mettere al riparo se stesso dalla magistratura”.
Il presidente M5s ha ribadito il suo appello a votare No, affermando che la magistratura deve mantenere la sua autonomia nel controllo della legalità e nella tutela dei diritti dei cittadini. Ha inoltre criticato la proposta di introdurre il sorteggio per la scelta dei componenti degli organi di autogoverno, considerandola un rischio per la rappresentatività e la responsabilità democratica.
Critiche al governo su caro carburante e politica estera
Oltre al referendum, Giuseppe Conte ha attaccato il governo anche sul fronte economico e internazionale. Ha denunciato l’immobilismo dell’esecutivo di fronte al caro carburante, sottolineando che l’aumento delle accise ha aggravato la situazione senza che siano stati presi provvedimenti efficaci per contrastare i rincari, aggravati dagli sviluppi della crisi in Medio Oriente.
Sul piano internazionale, il leader pentastellato ha chiesto al governo di escludere qualsiasi coinvolgimento militare nello stretto di Hormuz, criticando la possibile messa a disposizione delle basi italiane per azioni militari da parte di Israele e Stati Uniti. Conte ha definito queste azioni come una violazione del diritto internazionale e ha ribadito la necessità che l’Italia mantenga una posizione di non intervento diretto nel conflitto in corso.






