Roma, 5 gennaio 2026 – È scoppiata la polemica tra i comitati per il Sì al referendum sulla Giustizia e il comitato per il No in seguito alla diffusione di un manifesto nelle stazioni ferroviarie, in particolare a Milano, che invita a votare No al referendum. Il manifesto, immortalato in una foto pubblicata in prima pagina dal quotidiano Libero, recita: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica? No. Al referendum, vota no”.
La replica dei comitati per il Sì: “Una distorsione della realtà”
Il comitato Giustizia Sì ha immediatamente risposto con una nota, sottolineando che la pubblicità presente nella stazione di Milano rappresenta una distorsione consapevole della realtà. “La riforma non sottomette i giudici alla politica e chi sostiene il contrario attribuisce consapevolmente a un testo ciò che quel testo non dice e non consente”, si legge nel comunicato. Il comitato ha ricordato che, pur rispettando le opinioni contrarie alla riforma, non si può ingannare il pubblico per ottenere consenso, affermando con forza che chi sceglie questa strada non difende la democrazia, bensì la svuota.
Anche Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, ha espresso un giudizio severo su quanto affermato nel manifesto. Attraverso un post sui social, Caiazza ha evidenziato che per avere giudici dipendenti dalla politica sarebbe necessario che la Costituzione lo preveda, mentre l’attuale riforma lo vieta esplicitamente (articolo 104, comma primo). Inoltre, ha sottolineato che il testo non contiene norme che regolino una qualsiasi forma di subordinazione gerarchica o funzionale dei giudici alla politica. Ha concluso con un appello ai promotori del manifesto: “Vergognatevi“.
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