Napoli, 27 febbraio 2026 – Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha espresso forti critiche riguardo al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo prossimi. Intervistato da Antimafia Duemila tv, Gratteri ha sottolineato come la proposta di modifica di sette articoli della Costituzione sia stata avviata dal governo e approvata da Camera e Senato senza alcun confronto parlamentare o modifica.
Riforma della giustizia: Gratteri richiama l’esempio della Costituente
Gratteri ha ricordato i lavori della Costituente, dove si confrontavano “giganti della politica” provenienti da diversi schieramenti, con interventi che rappresentavano autentiche lezioni di democrazia. Contrappone a questa fase storica la situazione attuale, definendo come inaccettabile la cancellazione di sette articoli costituzionali per risolvere una questione che riguarda meno di trenta magistrati che ogni anno chiedono il passaggio dalla funzione di giudice a quella di pubblico ministero o viceversa, con la necessità di cambiare regione.
Il procuratore di Napoli si è inoltre detto favorevole a incentivare tale passaggio, poiché consentirebbe a un pm di sviluppare una mentalità più equilibrata, orientata anche alla ricerca di prove a favore dell’imputato, e non solo di colpevolezza. Gratteri ha inoltre evidenziato come la riforma favorisca esclusivamente “i ricchi“, ovvero coloro che possono permettersi costosi avvocati e investigatori privati.

Scontro con Salvini e Nordio: attese denunce e perizie
Nel corso dell’intervista, Gratteri ha anche affrontato le polemiche sollevate da alcune sue dichiarazioni. In particolare, attende ancora la denuncia annunciata dall’ex ministro e leader della Lega, Matteo Salvini, che si era detto pronto a procedere dopo un suo intervento in Calabria, nel quale Gratteri aveva affermato che ‘ndrangheta, massoneria e centri di potere sarebbero orientati a votare sì al referendum.
Inoltre, Gratteri ha risposto alle minacce di un procedimento disciplinare da parte di un rappresentante del Csm di Forza Italia, dichiarando di essere pronto a difendersi. Sul fronte del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha parlato di test psichiatrici per magistrati anche a fine carriera, Gratteri ha ironizzato sull’opportunità di sottoporsi a una perizia collegiale, auspicando coerenza nelle iniziative.
La campagna referendaria si conferma quindi molto accesa e divisiva, con toni forti e accuse incrociate che alimentano un clima di grande tensione nel dibattito pubblico italiano.





