Il Consigliere laico del Consiglio Superiore della Magistratura, avvocato Enrico Aimi, ha annunciato l’apertura di una pratica presso il Comitato di Presidenza del CSM in relazione alle recenti dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, riguardo al referendum sulla giustizia. Contestualmente, sarà interessato anche il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione per verificare eventuali profili disciplinari.
Le dichiarazioni di Nicola Gratteri sul referendum sulla giustizia
Le affermazioni di Gratteri, in cui ha attribuito una connotazione morale ai cittadini in base al loro voto – definendo “persone per bene” chi voterebbe “No” e “indagati, imputati e massoneria deviata” chi voterebbe “Sì” – sono state giudicate da Aimi di “gravità istituzionale rilevante” e incompatibili con i principi fondamentali che devono guidare ogni magistrato, in particolare l’imparzialità, la misura e la terzietà. Si sottolinea che il referendum rappresenta uno strumento costituzionale di sovranità popolare, e il dibattito sulle riforme deve svolgersi nel rispetto reciproco e su basi giuridiche, senza delegittimazioni morali.
Aimi ha inoltre precisato che non si può ridurre il referendum a una contrapposizione tra “guardie e ladri” e ha ribadito che il voto è libero, personale e segreto, diritto inviolabile di ogni cittadino.
Chi è Nicola Gratteri?
Nato a Gerace nel 1958, Nicola Gratteri è Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli dal settembre 2023. Considerato un punto di riferimento nella lotta alla ‘ndrangheta, vive sotto scorta dal 1989 per le sue indagini contro le organizzazioni criminali. Nel corso della sua carriera ha coordinato importanti operazioni antimafia di vasta portata, come quelle contro le alleanze tra ‘ndrangheta e mafia siciliana, e i traffici internazionali di droga tra Calabria e Stati Uniti.
Gratteri è anche impegnato nell’educazione dei giovani contro la cultura mafiosa, promuovendo iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università, convinto che la prevenzione passi dalla consapevolezza culturale e sociale.
L’iniziativa del CSM, dunque, si pone come una verifica rigorosa della coerenza istituzionale e della neutralità che devono caratterizzare la magistratura, in un momento delicato per il sistema giudiziario italiano.






