Napoli, 19 marzo 2026 – In un video messaggio inviato al Festival Euromediterraneo dell’Economia in corso a Napoli, Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea, ha espresso un giudizio critico sulla situazione attuale dell’unità europea alla luce delle tensioni legate all’episodio iraniano e della gestione complessiva della politica estera continentale.
Prodi, la sfida dell’autonomia europea e la frammentazione politica
Prodi ha sottolineato come l’episodio iraniano abbia evidenziato in modo lampante l’autonomia americana rispetto all’Europa, che viene spesso ignorata nelle scelte strategiche globali. “Se noi non ci mettiamo insieme è un pasticcio“, ha detto, evidenziando la necessità di una maggiore coesione interna.
L’ex presidente ha descritto una situazione europea caratterizzata da posizioni divergenti: da un lato la linea estremista di Pedro Sánchez, dall’altro un atteggiamento più equidistante di Keir Starmer e Emmanuel Macron, fino a posizioni più filo-Trump di alcuni paesi, tra cui l’Italia. “C’è un ordine sparso e se si continua così non andiamo molto avanti con l’unità europea“, ha ammonito.
Il ruolo dell’Italia e la necessità di un gruppo trainante
Nel suo intervento, Prodi ha rilanciato la necessità di formare un nucleo di paesi forza – Francia, Germania, Italia, Spagna e presumibilmente Polonia – che possa fungere da “motore” per una politica europea più unitaria e incisiva. “L’Europa è sempre andata avanti con due motori, Francia e Germania, ma l’Italia è stata sempre indispensabile come colla per prendere decisioni“, ha ricordato, rimarcando il ruolo cruciale del nostro paese nel processo di integrazione e nelle future strategie continentali.
L’ex presidente della Commissione europea ha inoltre ribadito la sua preoccupazione per la frammentazione politica interna dell’Europa, che indebolisce la capacità di incidere a livello globale, soprattutto in un momento in cui la politica estera e la difesa comune dovrebbero essere pilastri fondamentali dell’Unione. Senza un gruppo coeso di paesi trainanti e una visione condivisa, l’Europa rischia di restare un attore marginale, incapace di difendere i propri interessi in un contesto internazionale sempre più complesso.
Nei mesi recenti, Prodi è tornato a sottolineare nelle sue interviste come la stabilità del governo italiano sia stata raggiunta a costo di un immobilismo politico e di una mancanza di riforme sostanziali, riflettendo la difficoltà delle coalizioni attuali e l’urgenza di un rinnovamento politico europeo.
In questo quadro, il messaggio dell’ex presidente appare chiaro: l’Europa deve ritrovare la sua unità e la capacità di agire con determinazione e coesione, altrimenti rischia di perdere terreno nello scacchiere globale.
“IL Mercosur è un passo avanti, ma attenzione”
“Il Mercosur è un bel passo in avanti, ma attenzione perché non è ancora finalizzato del tutto“. Così l’ex presidente della Commissione europea ed ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in una video intervista al Feuromed. Prodi ha evidenziato che “l’India potenzialmente è qualcosa di grande anche se non ha una struttura così compatta come la Cina, ma è una bella scommessa per il futuro. Il problema grosso è la Cina perché il nostro passivo con la Cina è altissimo. Se siamo saggi – ha proseguito – dobbiamo trattare subito con i cinesi, bisogna dire loro che l’unico grande mercato è l’Europa e, secondo me, un accordo si può trovare“.
Tuttavia, Prodi ha sottolineato che per arrivare a un accordo con la Cina è prima necessario un’intesa interna all’Europa perché – ha affermato – “Il problema europeo è che non abbiamo accordo fra di noi e invece dobbiamo presentare ai cinesi una bella piattaforma e dirgli: prendere o lasciare perché entrambi abbiamo interesse a proseguire il commercio“.






