Roma, 27 gennaio 2026 – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato in un’intervista a Cinque Minuti le recenti questioni legate ai centri di accoglienza in Albania e alla nuova normativa europea sul diritto d’asilo. Sottolineando l’importanza del rispetto dell’ordinamento nazionale ed europeo, Piantedosi ha espresso fiducia nel fatto che la magistratura italiana non ostacolerà le iniziative del governo in questo ambito.
Piantedosi, il Governo e la gestione dei centri in Albania
Durante l’intervista, il ministro ha affrontato il tema dei centri di accoglienza in Albania, paese balcanico che ha da tempo avviato un percorso di riforme e che è candidato ufficiale all’adesione all’Unione Europea dal 2014. Piantedosi ha dichiarato: “Su questo non posso presumere che la magistratura italiana si metta di traverso“. Il riferimento è alla gestione dei flussi migratori e alla cooperazione con le autorità albanesi, in linea con le disposizioni europee.
Nonostante alcune anticipazioni di possibili contestazioni da parte di singoli magistrati, il ministro ha ribadito l’auspicio di un pieno rispetto delle norme nazionali ed europee, sottolineando l’impegno del governo nel garantire una gestione ordinata e conforme ai principi comunitari.

Le misure per la sicurezza nelle scuole e il contrasto alla violenza giovanile
Oltre alla questione migratoria, Piantedosi ha parlato anche delle norme anti-coltello contenute in un disegno di legge in discussione parlamentare. Il ministro ha manifestato la speranza che il provvedimento possa ottenere un ampio consenso, coinvolgendo anche le opposizioni. Nell’ottica di una maggiore sicurezza scolastica, è prevista a breve una direttiva congiunta con il ministro dell’Istruzione Valditara, che autorizzerà i dirigenti scolastici, in collaborazione con i prefetti, a effettuare controlli con metal detector anche a sorpresa all’ingresso delle scuole. Tale misura nasce dalla necessità di contrastare il crescente fenomeno dell’utilizzo di coltelli tra i giovani, mantenendo sempre il rispetto dell’autonomia scolastica e delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.
La linea del Viminale si conferma quindi orientata a un rafforzamento delle azioni preventive e di controllo, con un dialogo aperto e costruttivo tra istituzioni e forze politiche.





