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Open Arms, Nordio: “Nei paesi civili assoluzioni non si impugnano, servono riforme sulla giustizia”

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Nordio contro impugnazione delle sentenze di assoluzione

Nordio contro impugnazione delle sentenze di assoluzione | Alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Roma, 18 luglio 2025 – Intervenendo a margine del convegno organizzato da Fratelli d’Italia sul tema della mafia, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso un giudizio netto sull’impugnazione delle sentenze di assoluzione, richiamando un principio condiviso nei paesi civili. La dichiarazione arriva in relazione all’impugnazione della sentenza di assoluzione nella vicenda Open Arms che ha coinvolto Matteo Salvini, all’epoca ministro dell’Interno.

Open Arms, Nordio: nessuna impugnazione delle assoluzioni nei paesi civili

«Niente impugnazione contro le sentenze di assoluzione, come in tutti i paesi civili», ha affermato Nordio in seguito all’impugnazione dell’assoluzione di Salvini nel caso Open Arms. Il ministro ha sottolineato che altrimenti si rischierebbe di ripetere situazioni analoghe al caso Garlasco, dove le implicazioni politiche hanno complicato il quadro giudiziario. Dal punto di vista tecnico, Nordio ha evidenziato come sia difficile immaginare che una sentenza di condanna, oltre ogni ragionevole dubbio, possa intervenire dopo che un giudice ha già assolto dopo un lungo processo durato tre anni.

Nordio ha inoltre criticato la lentezza della giustizia italiana, attribuendola anche all’incapacità di molti magistrati di opporsi all’evidenza. Il Guardasigilli ha concluso affermando che si lavorerà per porre rimedio a questa situazione.

Il profilo di Carlo Nordio e il contesto politico

Carlo Nordio, nato a Treviso nel 1947, è ministro della Giustizia dal 22 ottobre 2022 nel governo guidato da Giorgia Meloni. Ex magistrato e procuratore aggiunto, è noto per aver condotto importanti inchieste quali quella sulle Brigate Rosse venete e l’inchiesta sul Mose di Venezia. Eletto deputato con Fratelli d’Italia, Nordio è stato anche presidente della Commissione per la riforma del codice penale.

In qualità di ministro, è impegnato in una serie di riforme per migliorare l’efficienza della giustizia italiana, con particolare attenzione alla riduzione dei tempi processuali e all’ottimizzazione delle procedure di appello, tema centrale anche nel dibattito relativo all’eventuale impugnazione delle assoluzioni.

L’intervento di Nordio si inserisce in un contesto politico complesso, in cui la vicenda Open Arms e la posizione di Matteo Salvini continuano a essere oggetto di attenzione mediatica e giudiziaria. Salvini, attuale vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato assolto da accuse legate a quella fase, ma la sentenza è stata impugnata, alimentando il dibattito sulle modalità di azione della magistratura e sulle riforme necessarie.

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