Roma, 28 gennaio 2026 – Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato hanno deciso di riammettere 12 emendamenti al decreto milleproroghe su un totale di 98 ricorsi presentati, a seguito di un supplemento di istruttoria. Tuttavia, tra gli emendamenti riammessi non figura il condono edilizio, nonostante fossero stati presentati ricorsi anche in merito.
Milleproroghe: 12 emendamenti riammessi, escluso il condono edilizio
Il decreto milleproroghe, strumento legislativo con cui si posticipano termini di scadenza di norme vigenti, ha visto la riammessione di un numero limitato di emendamenti dopo che erano stati dichiarati inammissibili circa 250. Le commissioni hanno esaminato 98 richieste di riesame e, valutate le argomentazioni e svolta una nuova istruttoria, hanno deciso di riammettere 12 emendamenti. Tra questi, però, non sono stati inclusi quelli relativi alla riapertura del condono edilizio del 2003, una misura che resta comunque al centro dell’attenzione politica.
Milleproroghe, 2 milioni alle radio private per la digitalizzazione degli archivi
Tra gli elementi presentati figura un intervento a sostegno delle imprese radiofoniche private impegnate nella digitalizzazione dei propri archivi. La misura prevede uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro per il 2026, destinato a favorire il completamento della conversione in formato digitale degli archivi multimediali delle emittenti che svolgono attività di informazione di interesse generale.
Il contributo sarà erogato entro il tetto di spesa indicato e finanziato attraverso le risorse del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, attingendo alla quota riservata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio. Come precisato nella relazione tecnica, l’operazione non inciderà sulla parte del fondo assegnata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, calcolata sulla dotazione complessiva del fondo stesso.
Gli altri emendamenti
Un secondo emendamento interviene sui tempi di applicazione di una deroga relativa all’organizzazione del ministero dell’Interno, prorogando dal 31 marzo al 31 maggio 2026 il termine entro il quale sarà possibile modificare il regolamento organizzativo tramite decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
Un ulteriore intervento riguarda la gestione dei permessi sindacali nel comparto sicurezza. La proposta stabilisce che, qualora dai dati consuntivi emerga che nel corso del 2025 alcune organizzazioni sindacali abbiano utilizzato un numero di ore di permesso superiore a quello spettante, l’amministrazione di appartenenza procederà nel 2026 a compensare l’eccedenza, detraendo le ore in surplus dal monte ore assegnato a ciascuna sigla.
Infine, l’ultimo emendamento, già anticipato nei giorni scorsi, introduce la proroga del trattenimento in servizio su base volontaria fino al compimento dei 72 anni per i medici ospedalieri, con l’esclusione dei professori universitari.



