Roma, 27 gennaio 2026 – Le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno dichiarato inammissibili alcuni emendamenti presentati nell’ambito del decreto Milleproroghe, in particolare quelli relativi alla riapertura del condono edilizio del 2003 e alla rottamazione delle cartelle fiscali.
Emendamenti su condono edilizio e rottamazione: il parere delle Commissioni
Nel dettaglio, è stato considerato inammissibile l’emendamento presentato dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Volpi, volto a estendere la definizione agevolata della rottamazione quater ai contribuenti che risultavano in regola al 30 settembre 2025, i quali secondo la normativa vigente sono invece esclusi. Un altro tentativo di riaprire la rottamazione quinquies, proposto dal leghista Alberto Gusmeroli, è stato anch’esso bocciato per estraneità di materia rispetto al decreto Milleproroghe, strumento che ha l’obiettivo di prorogare misure in scadenza e non di introdurre nuove normative. Inoltre, preoccupazioni sono emerse circa la mancanza di copertura finanziaria per tali sanatorie.
Le Commissioni hanno dunque ribadito che non è possibile inserire nel decreto disposizioni che esulano dalla sua finalità principale, ovvero il differimento di termini normativi già esistenti. Gli emendamenti bocciati avrebbero previsto, tra le altre cose, la riapertura della definizione agevolata per i carichi affidati all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023, con un piano di dilazione fino a 120 mesi e condizioni di decadenza più favorevoli rispetto alle precedenti versioni della rottamazione.
Attualità del Milleproroghe 2026 e proroghe in vigore
Il decreto Milleproroghe 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025, ha come obiettivo principale la continuità amministrativa e la stabilità dei servizi pubblici. Tra le principali proroghe previste vi sono quelle relative ai versamenti contributivi della Pubblica Amministrazione, l’attività istruttoria per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e il prolungamento dello scudo penale per gli operatori sanitari fino alla fine del 2026.
Inoltre, è stata confermata la proroga fino al 31 dicembre 2026 del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, strumento fondamentale per supportare investimenti e liquidità nel tessuto produttivo nazionale.
Il rigetto degli emendamenti su condono e rottamazione conferma la volontà del Parlamento di mantenere il decreto Milleproroghe entro i confini della sua funzione originaria, evitando l’introduzione di misure che potrebbero compromettere l’equilibrio finanziario e la coerenza normativa del provvedimento.


