Roma, 25 marzo 2026 – Nel corso di un question time alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fornito un aggiornamento sulle attività di rimpatrio dei migranti in Italia, evidenziando un significativo aumento dei numeri rispetto agli anni precedenti. I dati ufficiali indicano come nel 2025 siano stati effettuati complessivamente 6.772 rimpatri, tra forzosi e volontari assistiti, con un incremento del 52% rispetto all’anno di insediamento del governo attuale.
Migranti: cresce il numero dei rimpatri, obiettivi ambiziosi per il 2026
Piantedosi ha specificato che nel 2025 si sono registrati 6.097 rimpatri forzosi e 675 rimpatri volontari assistiti, a cui si aggiungono quasi 2.000 rimpatri da inizio 2026, con un aumento del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il ministro ha sottolineato che il trend di crescita è costante, con un incremento medio annuo di circa il 12% nel triennio, e ha fissato come obiettivo una quota di 10mila rimpatri per l’anno in corso.
Il ministro ha inoltre evidenziato il calo degli arrivi di migranti: nel 2025 si è registrata una diminuzione del 37% rispetto al 2022, con livelli inferiori persino rispetto al 2021. Nei primi tre mesi del 2026 il calo si attesta intorno al 33%, a conferma dell’efficacia delle politiche migratorie adottate.
Potenziamento dei Centri per i rimpatri e politiche europee
Piantedosi ha richiamato l’attenzione sull’importanza del potenziamento dei Centri per i rimpatri, spesso osteggiati per motivazioni ideologiche, definendoli strumenti fondamentali per la gestione efficace del fenomeno migratorio. Ha inoltre auspicato una maggiore condivisione del lavoro svolto dal governo in questo ambito.
Sul fronte europeo, la Commissione ha recentemente proposto un nuovo regolamento per un sistema comune di rimpatri, che introduce procedure semplificate e il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio tra Stati membri. Questo sistema, che dovrebbe entrare in vigore nel giugno 2026, mira a migliorare l’efficienza dei rimpatri a livello comunitario, superando le difficoltà legate alle differenti normative nazionali.
Le proposte includono la creazione di un European Return Order e la possibilità di rimpatri verso paesi terzi attraverso i cosiddetti “return hubs”, con l’obiettivo di aumentare il tasso di rimpatrio, attualmente intorno al 20% nell’Unione Europea. Le nuove norme prevedono anche misure più rigorose per chi non collabora con le autorità durante la procedura di rimpatrio.






