Roma, 16 marzo 2026 – In un’intervista rilasciata a Quarta Repubblica, il talk show politico in onda su Rete 4, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia per il ritorno alla diplomazia e la fine del conflitto in corso in Medio Oriente. Un messaggio chiaro che si inserisce in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti, in particolare riguardo alla situazione militare nell’area del Golfo e al conflitto ucraino.
Meloni: «Lavoriamo perché la guerra termini e torni la diplomazia»
Durante la trasmissione, la premier ha sottolineato la necessità di una de-escalation che consenta la cessazione delle ostilità. “Lavoriamo per una de-escalation, cioè per fare in modo che la guerra possa terminare e possa tornare la diplomazia”, ha affermato con fermezza.
Altro tema cruciale affrontato da Meloni riguarda la tutela delle basi militari italiane nel Golfo, considerate oggi “il primo problema principale” di cui si occupa. La premier ha spiegato che l’attenzione è rivolta soprattutto a garantire sicurezza e monitoraggio dei militari italiani presenti in aree strategiche come Erbil e Kuwait. Pur riconoscendo che il numero delle truppe è stato ridotto alle sole unità indispensabili, ha ribadito l’importanza di mantenere la presenza italiana nelle missioni internazionali contro il terrorismo.
Sull’ipotesi di un intervento nello Stretto di Hormuz, Meloni ha espresso cautela: “Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento“, sottolineando che per ora l’Italia punta a rafforzare la missione Aspides nel Mar Rosso, evitando un impegno militare più diretto in un’area ad alto rischio.
In questo quadro, la presidente del Consiglio ha anche evidenziato come ogni divisione all’interno dell’Occidente rischi di indebolire la solidarietà tra Paesi alleati, fondamentale per affrontare le sfide globali e difendere i principi di libertà che fondano la nostra civiltà.






