Roma, 11 marzo 2026 – Nel corso della discussione al Senato sulle comunicazioni del governo in vista del Consiglio europeo e sulla situazione in Medio Oriente, si è registrato un momento di dialogo ironico tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. La premier ha rivolto al senatore una battuta che ha stemperato la tensione in Aula, pur mantenendo la fermezza sui temi economici e politici più dibattuti.
Il confronto tra Renzi e Meloni sulle accise
Durante la replica al Senato, Giorgia Meloni ha risposto a Matteo Renzi sul tema delle accise sui carburanti fossili, oggetto di aspre critiche da parte dell’opposizione. La premier ha sottolineato le difficoltà legate alla gestione delle risorse finanziarie, rimarcando un atteggiamento contraddittorio della sinistra: “Vedo una sinistra che auspica sia di tagliare le accise sia di trovare risorse dai sussidi ambientalmente dannosi. Per reperire le risorse, invece, bisogna aumentare le accise sui carburanti fossili, non si possono ridurre”. Meloni ha inoltre ricordato come la sinistra abbia impiegato circa 20 miliardi di euro provenienti proprio dai sussidi ambientalmente dannosi per finanziare l’estensione dei congedi parentali. Ha quindi invitato a una decisione chiara: “Vogliamo prendere i soldi dai sussidi o vogliamo tagliare le accise?”.
In aggiunta, la premier ha spiegato che l’adeguamento delle accise non rappresenta un aumento gratuito, bensì un allineamento agli impegni presi da governi precedenti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “Avevamo tre opzioni: allinearle al rialzo, cosa che non volevamo fare, abbassarle, ma ciò sarebbe costato circa 3 miliardi di euro all’anno, o allinearle a metà strada. Abbiamo scelto quest’ultima, abbassando le accise sulla benzina e alzando quelle sul gasolio”.
La replica di Renzi e il richiamo al dialogo
Il leader di Italia Viva ha replicato sottolineando che l’aumento delle accise deciso dal governo ammonta a circa 560 milioni di euro per il 2026, un tema su cui preferirebbe un approccio diverso. “Le accise mobili sarebbero un passo avanti, preferivo quelle immobili”, ha detto Renzi, pur definendo la questione come un argomento da “polemica politica”.
Nel corso dell’intervento, Renzi ha anche rivolto un appello alla presidente Meloni affinché promuova un dibattito politico meno conflittuale, invitandola a parlare con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in merito agli attacchi rivolti a tre ex presidenti del Consiglio di centrosinistra. Renzi ha richiamato un esempio positivo di due sindaci di Fratelli d’Italia e Lega che hanno recentemente annunciato le loro unioni civili, augurandosi che l’opposizione possa riconoscere e accogliere idee interessanti provenienti da tutte le forze politiche.
Ha inoltre espresso apprezzamento per l’intervento di Meloni, pur manifestando preoccupazioni sulla gestione del tema energetico: “Pensare che siano Urso e ‘mister prezzi’ a risolvere il problema delle bollette mi inquieta un poco”. Infine, Renzi ha sottolineato l’assenza di un quadro più ampio sulla sovranità energetica e sulle materie prime, ricordando come l’Europa non sia sovrana in questi settori e non abbia ancora affrontato adeguatamente le minacce economiche provenienti dagli Stati Uniti.






