L’Aquila, 17 gennaio 2026 – Nel corso della cerimonia di inaugurazione de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza di rimuovere gli squilibri territoriali per rafforzare la coesione nazionale e promuovere lo sviluppo del Paese. Il Capo dello Stato ha evidenziato come le aree interne, spesso considerate periferiche, rivestano un ruolo cruciale nel tessuto economico e culturale italiano.
Mattarella, innovazione e coesione territoriale: un passo necessario
Nel suo discorso, Mattarella ha ricordato che l’innovazione è necessaria e ineludibile per rendere più accessibili e vivibili i territori più lontani dai centri urbani. “Le nuove frontiere della tecnologia devono aiutarci a rendere più connessi e più vivibili i luoghi più lontani”, ha detto, evidenziando come la distinzione tra centro e periferia stia rapidamente dissolvendosi. Secondo il Presidente, i veri elementi periferici sono le esclusioni, le marginalità e gli squilibri territoriali, che rappresentano un ostacolo alla piena unità del Paese e devono essere contrastati con determinazione.
Cultura, democrazia e pace: pilastri per il futuro
Nel suo intervento, Mattarella ha anche ribadito il valore fondamentale della cultura come strumento di dialogo e impegno sociale, definendola un investimento diretto in democrazia. Ha espresso preoccupazione per il ritorno di “strategie predatorie” che portano morte e devastazione, sottolineando come la cultura sia il principale mezzo per promuovere la pace e il confronto civile. La nomina de L’Aquila a capitale della cultura rappresenta, quindi, un’occasione per valorizzare le comunità locali e per riaffermare l’importanza di un’Italia unita, che supera le divisioni territoriali attraverso il progresso culturale e tecnologico.
Il discorso di Mattarella, che guida il Paese come 12º Presidente della Repubblica dal 2015, riafferma la centralità delle politiche di coesione territoriale e culturale nel presente e nel futuro dell’Italia.






